Filippine, chi sono i leader del gruppo Maute?

Pubblicato il 12 giugno 2017 alle 15:56 in Asia Filippine

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Il timore dei leader dei paesi del Sud-Est Asiatico che alcune cellule dell’Isis potessero spostarsi verso il Sud-Est Asiatico per insediarvi un distaccamento si è trasformato in realtà quando i membri del gruppo di militanti Maute hanno assediato la città di Marawi, sull’isola di Mindanao, nel sud delle Filippine, lo scorso 23 maggio. Chi sono i dei fautori dell’assedio e qual è il loro background?

Le bandiere nere dell’Isis hanno sventolato per le strade di Marawi e il presidente Rodrigo Duterte non ha esitato a indire la legge marziale a Mindanao, la grande Isola delle Filippine meridionali dove la maggioranza della popolazione è di religione islamica, il 23 maggio scorso. Da allora, proseguono gli scontri tra i militanti barricati in alcuni quartieri della città e le forze armate filippine.

I governi del Sud-Est Asiatico erano da tempo preoccupati che l’Isis, in difficoltà in Iraq e in Siria, potesse tentare di crearsi una base in Asia divenendo una minaccia importante per la sicurezza e la stabilità della regione. “Il Medio-Oriente sembra molto lontano, ma in realtà non lo è. È un problema che è in mezzo a noi”, ha dichiarato il primo ministro di Singapore, Lee Hsien Loong alla Australian Radio, domenica 10 giugno, mentre si concludeva la terza settimana di lotta nel sud delle Filippine, con un bilancio di quasi 200 vittime. “[L’Isis] rappresenta un pericolo chiaro e attuale”, ha continuato il PM.

I leader del gruppo di terroristi filippini che ha giurato fedeltà all’Isis sono due fratelli, Omarkhayam e Abdullah Maute, nati e cresciuti a Marawi in una famiglia numerosa di fede islamica, in un paese, le Filippine, con il 90% di popolazione cristiana. Marawi è storicamente il centro dell’Islam di Mindanao, la grande isola del sud del paese dove la resistenza alle autorità centrali è all’ordine del giorno fin dall’epoca del colonialismo spagnolo. I due fratelli sono sempre stati due giovani comuni, secondo le testimonianze dei vicini di casa, studiosi del Corano e amanti del basketball. “Ci chiediamo perché siano finiti nella spirale dell’Isis”, ha dichiarato un vicino di casa, anch’egli ex-militante arresosi poi al governo. “Sono brave persone, religiose. Quando le persone imparano il Corano, è difficile che possano poi fare del male. Ma è quanto è accaduto ai due fratelli”. I due fratelli Maute hanno studiato poi rispettivamente in Egitto e in Giordania dove hanno imparato l’arabo. Omarkhayam Romato Maute, il capo dei militanti che hanno guidato l’assedio, si auto-descrive sulla sua pagina Facebook come “una bomba a orologeria che cammina”.

I Maute sembrano provenire da una famiglia legata strettamente a una forma  di società tribale in cui il rispetto, l’onore e il Corano sono fondamentali. Secondo il luogotenente colonnello Jo-Ar-Herrera, la famiglia Maute e il clan di Maranao a cui essa appartiene, sono di stampo matriarcale, dunque la madre dei due uomini avrebbe avuto un ruolo centrale nel loro sviluppo. Farhana Maute, che gestiva un commercio di arredamento e macchine usate, avrebbe aiutato a finanziare le attività del gruppo terroristico e sarebbe stata lei stessa a guidare il reclutamento e la radicalizzazione dei giovani di Marawi.

La donna è stata fermata venerdì 9 giugno poco fuori Marawi alla guida di un veicolo carico di armi da fuoco ed esplosivi e messa sotto custodia. È stato un colpo importante per i militanti, secondo il luogotenente Herrera, poiché ella era considerata “il cuore dell’organizzazione Maute”.  Anche il padre dei due militanti era stato arrestato a 250 km da Marawi, nella città di Davao, Giovedì 8 giugno .

Quando è iniziato l’assedio di Marawi, lo scorso 23 maggio, centinaia di militanti sono stati coinvolti e molti di loro erano combattenti stranieri provenienti dal Marocco o dallo Yamen, ma la maggior parte, compresi quelli che hanno usato i civili come scudi umani e messo a fuoco la cattedrale cattolica della cittadina, appartenevano ai gruppi locali che hanno giurato alleanza all’Isis, lo stesso Maute e il gruppo Abu Sayyaf. Quest’ultimo tristemente noto per i continui attacchi alle navi e per i rapimenti di turisti stranieri nelle acque a largo delle coste di Mindanao.

Secondo le fonti locali, il gruppo Maute sarebbe quello che vanta i membri più intelligenti, meglio educati e più sofisticati tra le organizzazioni favorevoli all’Isis nelle Filippine. I fratelli Maute avrebbero fatto anche ampio uso dei social media per reclutare seguaci e diffondere la loro ideologia.

Il gruppo Maute è apparso per la prima volta nel 2013 facendo esplodere una bomba in un nightclub vicino Cagayan de Oro. Da allora, le dimensioni del gruppo sono aumentate di molto, fino all’attacco del 2016 in un mercato rurale nella città di Davao, paese natale del presidente Duterte.

di Redazione

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