Brasile, Temer assolto da ogni accusa

Pubblicato il 12 giugno 2017 alle 11:47 in America Latina

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Si è concluso lo scorso venerdì 9 giugno il processo al Tribunale Superiore Elettorale (Tse) nei confronti di Dilma Rousseff e Michel Temer. Secondo l’accusa avrebbero finanziato le loro rispettive campagne del 2014 con denaro sporco riconducibile allo scandalo Petrobras. Le accuse contro l’attuale presidente e l’ex presidente, destituita lo scorso agosto in seguito a impeachment, erano di “reati elettorali, corruzione passiva, ostruzione alla giustizia e partecipazione a un’organizzazione criminale.”.

Michel Temer è stato dunque assolto da ogni reato imputatogli. Come previsto, il Tribunale Superiore Elettorale, composto da sette giudici, ha analizzato entro i tre giorni canonici la regolarità dei conti della campagna condotta da Temer e Rousseff, pronunciandosi in favore degli indiziati con 4 voti a favore e 3 contrari.

Michel Temer e Dilma Rousseff. Fonte: Telesur

Michel Temer e Dilma Rousseff. Fonte: Telesur

Come ricorderemo, le accuse contro Dilma Rousseff e Michel Temer erano state formulate nell’ambito dello scandalo “Lava Jato”, così denominato per indicare la fitta rete di corruzione interna alla compagnia petrolifera statale Petrobras, da parte di un imprenditore, successivamente arrestato, che aveva testimoniato di aver elargito all’attuale Presidente ingenti somme di denaro per finanziare la sua campagna elettorale del 2014.

Appena qualche giorno fa, in attesa della fine del processo, iniziato lo scorso aprile, in Brasile si sono scatenate numerose proteste popolari per esigere la condanna e la conseguente destituzione anche dell’attuale presidente.

“Non vogliamo né Rousseff né Temer. Ciò che davvero vogliamo è che entrambi abbandonino la scena politica e concedano ai brasiliani il diritto di eleggere un presidente capace di guidare il Paese secondo la volontà popolare, tramite elezioni dirette e generali sia per la presidenza sia per il Congresso Nazionale”, ha affermato nel corso di un’intervista Dantas de Oliveira, sindacalista e presidente del CGTB.

Se fosse stata condannata, l’ex capo di Stato sarebbe stata dichiarata ineleggibile a qualsiasi incarico politico per otto anni. Temer, invece, avrebbe perso l’attuale mandato, in scadenza ad ottobre del 2018, divenendo di fatto il presidente brasiliano meno longevo della storia.

 

Traduzione dal portoghese e revisione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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