Crisi del Golfo: il Qatar risponde alle accuse sul terrorismo

Pubblicato il 11 giugno 2017 alle 6:06 in Medio Oriente Qatar

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Parole di condanna sono state espresse dallo Stato del Qatar per il comunicato emesso da Arabia Saudita, Egitto, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti che include una lista di 59 individui e 12 organizzazioni terroristiche legate a Doha. Tra i nomi figura anche il presidente dell’Unione Mondiale degli Ulama Musulmani, Yusuf Al Qaradawi.

Secondo quanto riportato dalla Qatar News Agency (QNA), l’agenzia di stampa nazionale, “lo Stato del Qatar condanna il contenuto del comunicato emanato da Arabia Saudita, Egitto, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti in data 8 giugno”, in cui verrebbero rivolte “false accuse allo Stato del Qatar, al fine di ottenere vantaggi politici destinati a distorcere l’immagine del Paese di fronte all’opinione pubblica”.

La QNA riporta le dichiarazioni di una fonte ufficiale del Ministero degli Affari Esteri qatarino, che giudica calunniose le informazioni contenute nel comunicato e ammonisce riguardo alle conseguenze di tali affermazioni sulla stabilità della regione. La stessa fonte sottolinea, come istituendo un tribunale per giudicare il Qatar, i quattro Paesi si siano sostituiti “alla legittimità internazionale”, anche se viene ribadito l’impegno a non lasciarsi influenzare da un tale atto e a perseguire una politica di vicinato.

Quanto al contenuto della dichiarazione, “alla luce della gravità delle accuse”, la fonte afferma che solo “le liste del terrorismo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sono conformi a criteri e standard chiari, basandosi sulle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza legate alla lotta al terrorismo ed essendo monitorate da un comitato composto da esperti dei Paesi membri delle Nazioni Unite, che invece non sono stati né coinvolti né consultati nella stesura della lista di terroristi legati allo Stato del Qatar emanata nel comunicato”.

Peraltro, secondo il giornale qatarino Al Jazeera, i nomi riportati nella lista includerebbero numerose organizzazioni benefiche, con comprovata esperienza nel settore umanitario e già sottoposte ad un monitoraggio costante, godendo infatti dello status consultivo presso le Nazioni Unite. Di conseguenza, le false accuse non solo danneggerebbero il volontariato internazionale, ma verrebbero a configurare anche una violazione delle norme e degli standard internazionali.

La fonte del Ministero degli Esteri ha infine sottolineato che l’obiettivo dei quattro Paesi sarebbe quello di intimidire e vietare la libertà di espressione, garantita dalle convenzioni internazionali. La lista infatti include nomi di giornalisti oltre a quelli di individui e organizzazioni già segnalati dal Consiglio di Sicurezza, riguardo ai quali il Qatar ha già ribadito la sua completa disponibilità a collaborare con le Nazioni Unite.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

Bandiera del Qatar. Fonte: Flickr

Bandiera del Qatar. Fonte: Flickr

di Redazione

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