Rapporto Usa sulla difesa della Cina

Pubblicato il 9 giugno 2017 alle 7:09 in Asia Cina

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La Cina espanderà la sua presenza militare globale costruendo basi all’estero in paesi come il Pakistan. Queste le informazioni contenute nella relazione annuale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti che la Cina ha definito “irresponsabili”.

Il rapporto del Pentagono stima che la Cina abbia speso 180 miliardi di dollari per la difesa nel corso del 2016, una cifra ben superiore ai 140 miliardi di budget ufficiale dichiarato da Pechino.

“Molto probabilmente la Cina tenterà di creare basi militari aggiuntive nei paesi con cui ha rapporti di amicizia di vecchia data e interessi strategici simili, come il Pakistan, e in paesi in cui sono precedenti della presenza di eserciti stranieri”, recita il rapporto statunitense.

Il ministero della difesa di Pechino ha negato quanto riportato nel rapporto e sottolineato che la Cina “non sta portando avanti alcun piano di espansione militare né di costruire una sfera di influenza”. Anche la portavoce del ministero degli esteri, Hua Chunying, nella sua conferenza stampa di routine di mercoledì 7 giugno ha dichiarato che la Cina “si oppone e rifiuta” le informazioni riportate nella relazione. “Il rapporto degli Stati Uniti contiene affermazioni irresponsabili riguardo al programma di difesa nazionale cinese e non tiene conto della realtà dei fatti”, ha dichiarato la portavoce della diplomazia cinese, “la Cina si sta muovendo lungo la via di uno sviluppo pacifico e la politica militare è una incentrata sulla difesa e sulla protezione della stabilità e della pace dell’Asia-Pacifico e del mondo intero. La politica di difesa cinese mira a tutelarne l’autonomia, la sovranità e l’integrità territoriale, tutti diritti legittimi di uno stato sovrano”. Hua Chunying ha chiesto poi agli Stati Uniti di abbandonare la mentalità da “Guerra Fredda” e di guardare agli affari militari cinesi in modo obiettivo, razionale e logico per tutelare i rapporti bilaterali.

Parlando poi nello specifico delle affermazioni del rapporto statunitense in merito alla possibile presenza militare cinese in Pakistan o negli altri paesi amici, Hua Chunying si è limitata a definire la cosa come una “supposizione” e a non commentare oltre. Ha però voluto ribadire che la cooperazione tra Cina e Pakistan è duratura e spazia in molti settori diversi, ma non lede a nessun paese terzo.

Il riferimento esplicito al Pakistan deriva dal grande progetto del Corridoio Economico in corso di costruzione nel quadro dell’iniziativa Nuova Via della Seta di Xi Jinping. Il Corridoio prevede la costruzione di una rete infrastrutturale che colleghi il nord-ovest della Cina con il Mar Arabico attraverso i porti del Pakistan. Il progetto è osteggiato dall’India poiché la costruzione di infrastrutture per i trasporti copre anche una parte della zona di Gilgit e Baltistan nel Kashmir amministrato dal Pakistan e rivendicato dall’India. La regione del Kashmir è da sempre oggetto di contese territoriali tra i due paesi confinanti ed è attualmente divisa in due parti gestite rispettivamente da India e Pakistan, tuttavia entrambe i paesi continuano a rivendicare i territori ora sotto il dominio dell’altro.

La Cina ha iniziato a costruire la sua prima base militare all’estero nel febbraio 2016 nel piccolo stato del Djibouti, a poche miglia da un campo degli Stati Uniti. La base ha il compito di sostenere le attività dei peacekeepers delle Nazioni Unite in Africa e di evacuare i cittadini cinesi in caso di crisi, nonché di aiutare nella lotta alla pirateria in Somalia, secondo quanto dichiarato ufficialmente da Pechino.

Il Pentagono ritiene invece che la base sia stata posizionata in modo strategico e che questa insieme “alle visite regolari di navi cinesi nei porti stranieri riflettono l’amplificazione dell’influenza della Cina, che sta estendendo la portata delle sue forze armate”.

James Char, un sinologo analista presso la Nanyang Technological University di Singapore ha dichiarato che “non sarebbe strano se l’Armata Popolare di Liberazione – l’esercito cinese – lavorasse con i suoi partner d’oltremare per raggiungere degli accordi sulla creazione di basi militari”. Si tratterebbe di basi in grado di inviare forze rapidamente per aiutare i cittadini cinesi in momenti di crisi umanitarie e prive di fini bellicosi, secondo il prof. Char.

Il presidente Xi Jinping ha avviato una importante riforma delle forze armate cinesi e dichiarato più volte che intende impegnarsi per costruire un esercito all’avanguardia che possa proiettare la potenza cinese anche lontano dalle sue coste.

Consultazione delle fonti in cinese e redazione a cura di Ilaria Tipà

L'Armata Popolare di Liberazione, esercito della Repubblica Popolare Cinese

L’Armata Popolare di Liberazione, esercito della Repubblica Popolare Cinese

 

di Redazione

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