Libano: arrestato un sospettato legato all’ISIS

Pubblicato il 9 giugno 2017 alle 6:13 in Libano Medio Oriente

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L’agenzia di stampa libanese, National News Agency (NNA), ha riferito che le autorità locali hanno arrestato un uomo accusato di pianificare un attacco in nome dell’ISIS.

L’individuo ha confessato alla polizia di essere stato addestrato da alcuni terroristi presso un campo a nord del paese, mentre altri membri dell’ISIS iracheni gli hanno insegnato via internet a costruirsi una cintura esplosiva. Ad avviso della polizia libanese, la pianificazione dell’attacco non era ancora completa.

L’ISIS, maggiormente concentrato in Siria e in Iraq, possiede il controllo di piccole porzioni di territorio al confine tra la Siria ed il Libano, dal quale ha compiuto attacchi nel paese in passato. Il 12 novembre 2015, due kamikaze dello Stato Islamico si sono fatti esplodere a Beirut, presso un’area abitata da musulmani sciiti, uccidendo almeno 43 persone. Le forze di sicurezza libanesi hanno accusato il gruppo terroristico di aver effettuato un altro attacco suicida presso un villaggio cristiano, il 27 giugno 2016, dove sono morte 5 persone.

Nell’ambito del conflitto siriano, le milizie libanesi di Hezbollah combattono affianco del presidente siriano Bassar al-Assad. Hezbollah, in arabo “Partito di Dio”, è un’organizzazione paramilitare sciita libanese nata nel 1982 che si è trasformata, nel tempo, in un partito politico locale. Attualmente, tale gruppo è la forza maggiore presente in Libano, dal momento che, secondo alcune fonti, dovrebbe essere in possesso di un arsenale più grande di quello dell’esercito libanese. Nonostante anni di contrasti, il partito del presidente Hariri, Movimento il Futuro, è sostenuto da Hezbollah. La guerra in Siria, oltre ad aver contribuito ad indebolire l’economia del Libano, ha fatto aumentare le tensioni tra le varie comunità libanesi, le quali supportano parti diverse che partecipano alla guerra in Siria. Ad oggi, il Libano, con una popolazione locale di 5,8 milioni, ospita 1,5 milioni di rifugiati siriani. Avendo sempre attuato una politica “open-door”, il governo libanese ha accolto a braccia aperte i cittadini siriani in fuga dalla guerra, anche sprovvisti di visa e di permessi di soggiorno. Dal momento che la crisi siriana si è protratta negli anni, ormai i rifugiati costituiscono 1/5 della popolazione libanese.

Bandiera del Libano. Fonte: CIA World Factbook

Bandiera del Libano. Fonte: CIA World Factbook

di Redazione

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