Indagini sull’attentato di Manchester: Abedi si è radicalizzato in Inghilterra nel corso del 2015

Pubblicato il 9 giugno 2017 alle 10:36 in Europa

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Al-Arabiya English ha reso noto che, secondo quanto emerso dalle indagini delle forze anti-terrorismo libiche di Tripoli, l’attentatore di Manchester, il 22enne di origini libiche, Salman Abedi, si sarebbe radicalizzato nel 2015 mentre viveva in Inghilterra.

Continuano senza sosta le indagini sull’attacco alla Manchester Arena la sera del 22 marzo. Sembra che le autorità di intelligence fossero state allertate delle posizioni estremiste del ragazzo almeno tre volte, prima che Salman compiesse l’attentato. Per questo motivo, l’MI5 ha lanciato “un’indagine post-incidente” per comprendere la pericolosità di Abedi.

Intanto, la mattina del 29 maggio, il 23enne Ala Zakry, giovane pilota libico, è stato arrestato a Shoreham-by-Sea, con l’accusa di avere legami con l’attacco terroristico. Il giorno precedente, invece, altri due uomini, un 19enne e un 25enne, sono stati trattenuti rispettivamente a Gorton e a Old Trafford. In totale, tra l’Inghilterra e la Libia, sono stati arrestati 14 individui in relazione all’attentato.

Secondo quanto riportato da un ex ufficiale di sicurezza libico, il padre dell’attentatore, Ramadan Abedi, negli anni ’90, era stato un membro del Libyan Islamic Fighting Group, un’entità affiliata ad al-Qaeda. L’uomo, il quale viaggia tra Manchester e Tripoli per lavoro, attualmente si trova in Libia e ha riferito che Salman non faceva parte di alcun gruppo terroristico. “Noi non pensiamo che sia giusto uccidere persone innocenti, non siamo così”, ha spiegato il 51enne. Inoltre, Ramadan ha riferito alla polizia di aver visto Salman il mese scorso, e di averci parlato telefonicamente 5 giorni prima dell’attacco. Durante il colloquio, il figlio aveva detto di prepararsi per fare un pellegrinaggio in Arabia Saudita. Ad avviso dell’uomo, Salman sarebbe dovuto tornare in Libia a fine mese per trascorrere lá il mese sacro del Ramadan.

Entrambi i fratelli dell’attentatore sono stati arrestati. Il 23enne Ismail è stato preso il 23 maggio a Manchester, mentre il 18enne Hashim è stato trattenuto a Tripoli la notte del 24. Le forze di sicurezza che hanno arrestato Hashim hanno reso noto che l’adolescente ha confessato che sia lui, sia Salman sono membri dell’ISIS; inoltre, Hashim era a conoscenza di tutti i dettagli relativi all’attacco di Manchester.

Il padre dei ragazzi era fuggito da Tripoli nel 1993 per evitare un mandato di arresto ordinato da Muammar Gheddafi. Dopo aver trascorso 25 anni in Inghilterra, è rientrato in Libia nel 2011 in seguito al rovesciamento del regime di Gheddafi. Attualmente lavora come manager delle Central Security forces locali. Tuttavia, dalle indagini è emerso che la famiglia Abedi aveva stretti legami con il veterano di al-Qaeda, Abu Anas al-Libi, arrestato dalle forze di sicurezza americane a Tripoli, nel 2013, per aver preso parte ai bombardamenti del 1988 contro due ambasciate statunitensi in Africa, e che è poi morto nel 2015 mentre era in carcere.

La polizia inglese è convinta che Salman facesse parte di una cellula più grande, dal momento che dalle indagini dell’esplosivo utilizzato per compiere l’attentato è emerso che fosse un congegno molto sofisticato. Ad avviso delle forze di sicurezza americane, Salman ha utilizzato l’esplosivo TATP, lo stesso usato negli attacchi di Parigi del 13 novembre 2015, è di Bruxelles del 22 marzo 2016.

Il 25 maggio,  The Guardian ha reso noto che l’intelligence inglese ha smesso di passare informazioni alle autorità americane per evitare qualsiasi fuga di notizie. Nonostante gli USA ed il Regno Unito abbiano sempre lavorato a stretto contatto per preservare la sicurezza, questa volta la decisione è stata presa per via delle troppe informazioni che sono state rivelate dall’intelligence americana ai media. Sembra, infatti, che l’identità del terrorista sia stata resa nota dagli ufficiali americani, apparentemente contro la volontà della polizia e dei servizi di sicurezza inglesi, i quali hanno poi confermato la validità dell’informazione.

Anche secondo il segretario di Stato per gli affari interni del Regno Unito, Amber Rudd, Abedi, non ha agito da solo. Il giovane non era sconosciuto all’intelligence britannica, ma non faceva parte di alcuna indagine e non era considerato un soggetto pericoloso. Così come l’attentatore di Westminster, Khalid Masood, Abedi era considerato una figura periferica.  Nonostante l’ISIS abbia rivendicato l’attentato, la polizia sta ancora valutando l’autenticità del comunicato.

Prima ancora che l’identità del ragazzo venisse resa nota, la comunità libica di Manchester si era chiesta se l’attacco fosse stato effettuato da un loro membro, magari da un giovane uomo traumatizzato che aveva combattuto in Libia durante la rivoluzione del 2011. Tuttavia, nessuno pensava che Abadi, nato in Inghilterra, fosse l’artefice di un tale atto. Un membro della comunità libica aveva affermato: “Salman? Sono sbalordito, era un ragazzo così tranquillo e rispettoso; suo fratello Ismail è più agitato, ma Salman no”. Tuttavia, altri membri della comunità hanno avuto parole differenti verso Abedi. Mohammed Saeed, un importante esponente della moschea di Didsbury, ha riferito che il ragazzo, una volta, “lo aveva guardato pieno di odio dopo aver pronunciato un sermone di critica verso l’ISIS e Anshar al-Sharia in Libia”. Saeed ha spiegato che la maggior parte dei fedeli della moschea avevano appoggiato le sue parole, mentre un piccolo gruppo si era opposto. L’uomo, originario della Libia, è arrivato in Inghilterra nel 1980, e ha riferito che la moschea di Didsbury è un luogo moderato che accoglie musulmani dall’Arabia, dall’Africa e dall’Europa. Nonostante ciò, all’interno della comunità libica a Manchester ci sono stati alcuni problemi. Il 24enne Abdalraouf Abdallah, in carcere per 9 anni e mezzo, l’anno scorso, una volta uscito, è stato convinto a sostenere il terrorismo e a preparare azioni ostili, aiutando diversi individui a raggiungere la Siria. Abdallah non è potuto partire perché paralizzato da quando aveva combattuto nella rivoluzione del 2011 in Libia. La famiglia e gli amici di Abedi hanno riferito che il ragazzo conosceva Abdallah, perciò la polizia inglese sta approfondendo i legami tra i due.

La sera del 22 maggio, alla fine del concerto della pop-star americana Ariana Grande, Abedi si è fatto esplodere all’uscita della Manchester Arena. Tra le 22 vittime ci sono 12 bambini. I 64 feriti si trovano in 8 ospedali della città; alcuni di loro stanno lottando tra la vita e la morte.

Polizia a Manchester. Fonte: Wikipedia Commons

Polizia a Manchester. Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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