Filippine, gli scontri a Marawi potrebbero finire presto

Pubblicato il 9 giugno 2017 alle 11:33 in Asia Filippine

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I militanti islamisti barricati nella città di Marawi, al sud delle Filippine, sono ridotti a una “piccolo resistenza” dopo il taglio alla loro logistica messo in atto dall’esercito e alla fuga di alcuni guerriglieri dal campo di battaglia, secondo quanto riportato dagli ufficiali giovedì 8 giugno.

“Tra qualche giorno potrebbe essere finita”, ha dichiarato il capo delle forze armate, il generale Eduardo Año in un’intervista televisiva. Gli scontri tra esercito e militanti islamisti a Marawi vanno avanti da 17 giorni. I guerriglieri, membri del gruppo islamista radicale Maute, hanno giurato fedeltà all’Isis.

La battaglia che imperversa a Marawi, nell’isola meridionale di Mindanao dove il presidente Duterte ha dichiarato la legge marziale il 23 maggio, sembra confermare le preoccupazioni del governo filippino in merito alla possibile creazione di una base dell’Isis nel Sud-Est Asiatico. I governi di Filippine, Indonesia, Malesia e Singapore sono preoccupati all’idea che l’Isis, perdendo terreno in Siria e in Iraq, possa decidere di spostare la sua base operativa nei loro territori nazionali.

Secondo le informazioni diffuse dall’esercito filippino, molti dei militanti che hanno occupato diverse zone della città di Marawi il 23 maggio erano cittadini indonesiani e malesi, ma c’erano anche guerriglieri indiani, sauditi e marocchini. Il tentativo dei guerriglieri di assediare Marawi e prenderne il controllo ha dimostrato la loro volontà di costruire un “wilayat” – governatorato – dell’Isis sull’isola di Mindanao.

Il generale maggiore Carlito Galvez, a capo delle operazioni militari nella regione, ha dichiarato che l’esercito è riuscito a penetrare in tre zone da cui i militanti si erano ritirati dopo due settimane di difesa estenuante. “Abbiamo trovato cibo, apparecchiature per la mobilità e ordigni improvvisati. Crediamo di aver paralizzato le loro capacità logistiche e speriamo che la fine dei combattimenti sia vicina”, ha dichiarato Galvez durante una conferenza stampa a Marawi.

Il governo ha dichiarato più volte di essere vicino alla riconquista di tutta la città di Marawi. Il gruppo Maute che ha assediato la città è relativamente nuovo sul panorama di Mindanao, ma si è alleato con Isnilon Hapilon leader del gruppo Abu Sayyaf, noto per i continui rapimenti di cittadini soprattutto stranieri a largo delle coste di Mindanao. Hapilon è stato proclamato dall’Isis suo “emiro” per il Sud-Est Asiatico, dopo che il suo gruppo ha giurato fedeltà all’Isis.

Secondo i dati diffusi dall’esercito, nelle due settimane di scontri sono 138 i militanti uccisi insieme a 39 membri delle forze armate e 20 civili. Galvez ha dichiarato che ancora circa 100 civili sono ostaggi in mano ai militanti. Il governo ha cercato di creare dei “corridoi di pace” per permettere ai civili di lasciare Marawi e raggiungere le città vicine e di fornire loro cibo e medicine.

Le Filippine, la zona in rosso è quella di Mindanao. Fonte: Wikipedia Commons

Le Filippine, la zona in rosso è quella di Mindanao. Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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