Arrestato un 30enne legato all’attacco di Londra

Pubblicato il 7 giugno 2017 alle 10:05 in Europa

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Il Daily Mail ha riportato che le forze di sicurezza inglesi hanno arrestato un uomo 30enne legato all’attacco del 3 giugno a Londra. Gli ufficiali dell’anti-terrorismo hanno riferito di aver arrestato l’individuo questa mattina nel quartiere di Ilford, ad est della capitale inglese. Le ricerche delle autorità continuano senza sosta.

Le autorità inglesi hanno rivelato il nome del terzo attentatore di Londra. Si tratta del 22enne Youssef Zaghba, di origini italiane e marocchine. Dalle indagini è emerso che il ragazzo era stato fermato all’aeroporto di Bologna nel marzo 2016, mentre stava tentando di prendere un volo diretto in Turchia per raggiungere la Siria. I genitori di Zaghba, il cui padre è marocchino, mentre la madre è italiana, vivevano in Marocco ma, dopo essersi separati, la donna si è trasferita a Bologna. Nonostante Zaghba fosse stato trattenuto dalla polizia italiana con l’accusa di coinvolgimento con il terrorismo internazionale, il ragazzo è stato rilasciato in seguito perché non era stato considerato “un rischio”.

La sera del 5 giugno, la polizia inglese aveva pubblicato i nomi degli altri due attentatori, il 27enne Khuram Butt, cittadino inglese di origini pakistane, il quale era già noto alle autorità, e il 30enne Rachid Redouane, di origini marocchine ma in possesso di un passaporto irlandese, il quale, in passato, aveva detto di chiamarsi Rachid Elkhdar e di essere libico. Butt e Redouane erano entrambi sposati con figli e vivevano ad est di Londra; dalle indagini è emerso che facevano parte di un network jihadista locale che li ha aiutati a pianificare l’attacco del 3 giugno, nel corso del quale sono stati poi uccisi dalla polizia.

Butt, conosciuto anche con il nome di Abu Zaitun, era giunto in Inghilterra con la propria famiglia pakistana quando era ancora un bambino; lavorava nel settore dei trasporti della capitale inglese, era direttore della compagnia Kool Kosmetic, ormai dissolta, e ricopriva un ruolo amministrativo nella compagnia Auriga Holdings. In passato, era apparso in un documentario trasmesso su Channel 4, intitolato “Jihadis Next Door”, riguardante la presenza di estremisti violenti nelle città britanniche, in cui lo si vedeva srotolare una bandiera nera islamista. La polizia, inoltre, ha scoperto che Butt era stato espulso da una moschea dell’est di Londra, in seguito ad un confronto con l’imam durante il quale aveva esposto le proprie visioni fondamentaliste. L’individuo era stato segnalato già due volte alle autorità; la prima per essere in possesso di materiale propagandistico islamista, la seconda per aver cercato di indottrinare un bambino. Nonostante le forze di sicurezza, nel 2015, avessero aperto un’indagine su di lui, il caso era poi stato messo da parte perché non classificato come un potenziale terrorista. Butt era in contatto con Anjem Choudary, un membro di al-Muhajiroun, un gruppo islamista locale che è stato bandito il mese scorso a causa dell’attività di reclutamento che stava svolgendo a Londra. Choudary era stato condannato a cinque anni di prigione lo scorso settembre con l’accusa di supporto all’ISIS.

Redouane, conosciuto anche con lo pseudonimo di Rachid Elkhdar, aveva lavorato come chef. La polizia crede che abbia vissuto a Dublino prima di trasferirsi a Londra. A differenza di Butt, Redouane non era sospettato dalle autorità. Tra le 12 persone arrestate nei giorni successivi all’attacco, ci sono la figlia 18enne dell’attentatore e la moglie Charisse O’Leary, la quale si era sposata con Redouane in Irlanda nel 2012. La donna non si era mai convertita all’Islam e recentemente, si era separata dal marito.

Il 3 giugno, poco prima delle 10:10 di sera locali, un van si è scagliato contro i pedoni lungo il London Bridge per poi dirigersi verso il Borough Market, dove tre attentatori sono scesi dal veicolo e hanno attaccato i passanti armati di coltelli. La polizia, arrivata tempestivamente sul luogo, ha ucciso i terroristi con colpi di arma da fuoco. Le vittime sono 7, mentre i feriti 48, 21 dei quali in condizioni critiche.

Ad avviso delle autorità locali, l’Inghilterra dovrà cambiare le proprie strategie di sicurezza per contrastare ed evitare che si ripetano simili attacchi. Marck Rowley, assistente commissario della polizia metropolitana, ha riferito che i cambiamenti potranno riguardare la polzia, l’intelligence, le compagnie tecnologiche, la legge ed altre politiche.

Polizia di Londra. Fonte: Wikimedia Commons

Polizia di Londra. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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