Cina e India, dispute di confine e Nuova Via della Seta

Pubblicato il 7 giugno 2017 alle 11:50 in Asia India

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L’India accusa alcuni elicotteri militari cinesi di aver violato il suo spazio areo durante operazioni di sorvolo, lunedì 05 giugno. Pechino nega le accuse e ribadisce la volontà di collaborare con New Delhi e la bontà del suo progetto Nuova Via della Seta.

L’India afferma che alcuni mezzi dell’aviazione cinese sono stati intercettati mentre sorvolavano il settore Barahoti della linea di confine indo-cinese. Il Ministero degli Esteri di Pechino ha risposto alle accuse affermando che si trattava di semplici “pattugliamenti regolari del confine” e che essi sono stati effettuati sul lato cinese della linea di controllo.

I media indiani, secondo l’editoriale del Global Times il quotidiano dedicato alla politica estera del Quotidiano del Popolo Cinese, non hanno ragioni per “alzare un polverone” sulle attività militari di routine dell’esercito cinese. Il PM dell’India, Narendra Modi, durante il Forum Economico Internazionale di S. Pietroburgo – svoltosi dal 25 al 27 maggio scorso – ha affermato che sebbene “la Cina e l’India hanno una disputa sul confine, negli ultimi 40 anni non è stato sparato nemmeno un proiettile a causa di essa”.  La Cina ha accolto con favore le parole del leader indiano. Pechino e New Delhi hanno cercato di gestire la disputa con la creazione di una serie di meccanismi di dialogo a livello sia governativo che non e sono riuscite a rafforzare la comunicazione bilaterale. Il canale sino-indiano Nathula Border per il commercio è stato aperto per promuovere gli scambi economico-commerciali bilaterali. La Cina sta portando avanti la politica Nuova Via della Seta (Belt and Road Initiative – OBOR) per incrementare l’interconnessione regionale, scrive il Global Times, e auspica che New Delhi possa partecipare e beneficiare di questo grande progetto infrastrutturale. Finora l’India si è ben guardata dal prendere parte alle iniziative connesse al progetto di Xi Jinping e ha rifiutato anche di partecipare al forum sulla Nuova Via della Seta di metà maggio organizzato dallo stesso presidente cinese a Pechino.

New Delhi è preoccupata “oltre misura”, secondo l’editoriale cinese, per le intenzioni di Pechino e in India sono in molti a non aver accolto positivamente le parole pro-Cina del primo ministro Modi. Questo, spiega il Global Times, avviene perché l’India continua a guardare al progetto Nuova Via della Seta con la lente della geopolitica e a considerare Pechino un rivale strategico. Ogni qual volta la Cina rafforza la cooperazione con i paesi che l’India considera facenti parte della sua sfera d’influenza, New Delhi legge gli eventi come dei tentativi di attaccarla.

In realtà, continua l’analisi del quotidiano cinese, l’impeto della Cina per l’espansione della cooperazione internazionale arriva dalla sua grande crescita economica. Sempre più aziende cinesi sono interessate a investire all’estero, India compresa. Se l’India iniziasse a guardare all’iniziativa Nuova Via della Seta e alla rete di interconnessione che essa mira a creare dal punto di vista dello sviluppo dell’intera regione, questo porterebbe alla costruzione di maggiore fiducia reciproca tra New Delhi e Pechino. La Nuova Via della Seta mira a promuovere la ripesa economica globale attraverso il rafforzamento della rete di connessione regionale in Asia e attraverso la costruzione di reti commerciali coese. La Cina, ribadisce il Global Times, non attacca né vuole danneggiare alcun paese terzo. E sono sempre di più i paesi che lo hanno compreso e che hanno accettato di entrare a far parte attivamente dell’iniziativa. Uno dei paesi che ha scelto di partecipare al progetto del presidente Xi Jinping è il Pakistan, vicino dell’India, con il quale la Cina ha avviato la costruzione del Corridoio Economico Sino-Pakistano a cui New Delhi si oppone poiché esso prevede un passaggio nella regione contesa del Kashmir.

Consolidare la fiducia reciproca rappresenta un requisito fondamentale e prioritario per la cooperazione, scrive il giornale del Partito Comunista Cinese. Sono necessarie maggiori consultazioni per gestire al meglio le dispute di confine e i media indiani devono evitare di interpretare negativamente le operazioni di routine dell’esercito cinese sulla linea di confine. È possibile avviare una cooperazione su progetti che non toccano tasti storicamente dolenti che non possono essere risolti nell’immediato.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Bandiere della Cina e dell'India. Fonte: Flickr

Bandiere della Cina e dell’India. Fonte: Flickr

di Redazione

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