Le reazioni al ritiro degli USA dall’accordo di Parigi

Pubblicato il 6 giugno 2017 alle 8:40 in USA e Canada

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Venerdì primo giugno, il presidente americano Donald Trump ha annunciato il ritiro ufficiale degli USA dall’accordo sul clima di Parigi, riferendo che verranno riviste le condizioni o che verrà stipulato un nuovo documento che abbia condizioni più favorevoli per gli Stati Uniti.

Tale patto, firmato il 12 dicembre 2015, in occasione della United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) nella capitale francese, ed entrato in forza il 4 novembre 2016, prevede che i 195 paesi firmatari riducano le emissioni di gas a partire dal 2020. La mossa di Trump ha scatenato un disaccordo a livello globale, sia da parte degli alleati, sia da parte dei paesi ostili.

Alcune delle critiche più aspre sono giunte dall’Europa, dove molti leaders hanno fatto appelli personali al presidente americano. La cancelliera tedesca Angela Merkel, insieme al presidente francese Emmanuel Macron e al primo ministro italiano Paolo Gentiloni, ha pubblicato un comunicato congiunto in cui i tre capi di Stato giurano di rispettare il patto di Parigi, nonostante il ritiro degli USA. Inoltre, a loro avviso, in accordo con la condizione dettata dalle Nazioni Unite, secondo cui “una singola parte non può rinegoziare il patto”, Trump non dovrebbe chiedere di rivedere i termini dell’accordo.

L’Australia ed il Canada si sono dichiarati “delusi” dalla mossa del leader statunitense, anche se il primo ministro australiano, Malcom Turnbull, ha affermato che la decisione non è stata una sorpresa, in quanto Trump aveva annunciato da tempo la propria intenzione.

La Cina, principale emittente globale di carbone, ha affermato che rispetterà l’accordo nonostante l’uscita degli USA. “I cambiamenti climatici sono una sfida globale e nessun paese dovrebbe sottrarsi”, ha riferito il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying.

Dall’America Latina, il Brasile ha espresso la propria preoccupazione e delusione di fronte al ritiro degli Stati Uniti, sostenendo che ciò avrà un impatto negativo sul dialogo e la cooperazione a livello globale.

Parole più dure sono giunte dall’Iran. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Bahram Qassemi, ha affermato che gli USA diverranno più isolati e che “il loro ritiro dimostra la mancanza di responsabilità del governo statunitense di fronte alla comunità internazionale”. A suo avviso, tale la mossa avrà conseguenze catastrofiche sui paesi in via di sviluppo, soprattutto dell’Asia occidentale, dove si verificheranno l’innalzamento delle temperature e danni economici e sociali. Per questi motivi, Qassemi ha condannato la decisione di Trump, definendola “inaccettabile”, ed ha chiesto alla comunità internazionale di costringere Washington a rispettare i propri obblighi.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha avuto una reazione più moderata, ed ha affermato di non poter condannare la decisione di Trump, in quanto “c’è ancora tempo per raggiungere un accordo che compiaccia tutti i firmatari del patto“.

Dall’altra parte, la Casa Bianca ha giustificato l’annuncio del presidente americano, rassicurando i leaders internazionali che “l’America rimarrà unita all’alleanza transatlantica e si impegnerà a proteggere l’ambiente”.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Fonte: Wikipedia

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Fonte: Wikipedia

di Redazione

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