Crisi diplomatica del Golfo: il Kuwait si offre come mediatore

Pubblicato il 6 giugno 2017 alle 12:16 in Medio Oriente Qatar

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Il Ministero degli Esteri del Qatar ha reso noto che il Kuwait cercherà di fare da mediatore per risolvere la crisi diplomatica in corso tra Doha e gli altri paesi arabi coinvolti, quali Arabi Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti ed Egitto.

Tali Stati, ieri, hanno annunciato la fine delle relazioni diplomatiche con il Qatar per una questione di sicurezza nazionale, in quanto Doha è accusata di supportare il terrorismo internazionale. Per questo motivo, sono stati interrotti i traffici aerei ed è stato chiesto ai diplomatici qatarioti di rientrare nel proprio paese entro 48 ore. Il governo yemenita guidato da Mansour Hadi, riconosciuto a livello internazionale, ha seguito gli altri paesi ed ha annunciato la rottura delle relazioni con il Qatar, il quale è stato espulso dalla coalizione saudita che combatte i ribelli sciiti Houthi in Yemen dal marzo 2015. I governi delle Maldive e quello della Libia dell’est, illegittimo, guidato dal primo ministro Abdullah al-Thinni, hanno annunciato di voler rompere a loro volta i rapporti diplomatici con Doha.

La Kuwait News Agency ha pubblicato un comunicato in cu si legge che il Ministero degli Esteri kuwaitiano continuerà ad adottare un approccio “moderato e bilanciato” verso le questioni regionali, cercando di porre fine alla crisi in corso attraverso il dialogo diretto. Gli ufficiali di Kuwait City hanno sottolineato che il loro paese ha sempre svolto un ruolo da mediatore per raggiungere soluzioni, portando tutti gli attori coinvolti a dialogare. Il ministro degli esteri qatariota, Sheikh Mohammed Bin Abdulrahman Al Thani, ha riferito che il sovrano del Kuwait, Sheikh Sabah Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah ha chiesto all’emiro del Qatar, Sheikh tamim bin Hamad Al-Thani, di posticipare il discorso pubblico sulla crisi, per dare tempo al Kuwait di mediare con gli altri paesi coinvolti. Inoltre, il sovrano kuwaitiano si recherà oggi in Arabia Saudita per colloquiare con re Salman.

L’analista Giorgio Cafiero ha riferito ad al-Jazeera che sia il Kuwait, sia l’Oman temono che le tensioni in corso vadano a danneggiare gli interessi di tutti e 6 i paesi del Gulf Cooperation Council (GCC). “Se gli Stati del Golfo non riusciranno a risolvere la questione, è possibile non potranno rimanere uniti sotto la bandiera del GCC”, ha spiegato Cafiero.

La Turchia, come il Kuwait, si è offerta di aiutare a risolvere la disputa diplomatica tra i paesi del Golfo. Ankara ha esortato gli Stati coinvolti a dialogare e a raggiungere una soluzione pacifica. Il ministro degli esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha riferito che gli ultimi sviluppi “hanno rattristato tutto il paese”, e che, nonostante ci siano problemi, “il dialogo deve prevalere su tutte le altre circostanze”. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, la sera del 5 giugno, ha colloquiato telefonicamente con i leaders del Qatar, della Russia, del Kuwait e dell’Arabia Saudita, sottolineando l’importanza della pace e della stabilità della regione, e la necessità di scegliere una soluzione diplomatica per allentare le tensioni. La Turchia intrattiene relazioni amichevoli sia con il Qatar sia con gli altri paesi del Golfo.

Allo stesso modo, l’Iran ha chiesto che la questione venga risolta attraverso il dialogo. Il ministro degli esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha colloquiato telefonicamente con la Turchia, l’Indonesia, l’Iraq e l’Oman per discutere sull’accaduto e cercare di raggiungere una soluzione. Teheran è la principale rivale di Riyad, la quale è stata la prima a tagliare i legami con il Qatar, esortando gli altri paesi a fare lo stesso.

Intanto, l’esercito americano ha ringraziato il Qatar per il proprio impegno nel mantenere la stabilità regionale e ha riferito che l’utilizzo della base militare qatariota di Al-Udeid da parte dei soldati americani non ha subito alterazioni per via della crisi diplomatica. “Non c’è stato alcun impatto sulle nostre operazioni, i voli sono continuati a partire regolarmente”, ha spiegato un portavoce dell’esercito, il quale ha aggiunto che “gli USA non hanno intenzione di cambiare la propria posizione nei confronti del Qatar”. La base al-Udeid ospita circa 10,000 truppe americane. In seguito alla Guerra del Golfo del 1991, gli Stati Uniti ed il Qatar firmarono un accordo di cooperazione che ha rafforzato i legami tra i due paesi. Dal 2003, gli USA hanno posizionato i propri soldati presso la base militare qatariota.

Le tensioni tra il Qatar e gli altri tre paesi del Golfo e l’Egitto sono emerse il 24 maggio, in seguito alla pubblicazione da parte della Qatar New Agency di alcune notizie controverse riguardo al presidente americano, Donald Trump, all’Iran, ad Israele e Hamas e all’emiro Tamim. Ad avviso dell’emittente, non solo il Qatar aveva ordinato il ritiro dei propri ambasciatori dagli altri paesi del GCC e dall’Egitto, ma il sovrano qatariota aveva anche dichiarato che tra il proprio paese e gli USA erano in corso tensioni e che l’Iran era una “grande potenza”. In reazione a tali notizie, il Bahrein, l’Egitto, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno bloccato Al-Jazeera, insieme ad altri emittenti qatarioti, accusando Doha di aver rotto i legami con i paesi del GCC. Gli ufficiali del Qatar hanno immediatamente smentito le affermazioni attribuite al proprio sovrano, spiegando che “un’entità sconosciuta” aveva hackerato la Qatar News Agency, pubblicando notizie false, e che sarebbe stata iniziata immediatamente un’indagine per far luce sull’accaduto. Tale l’episodio è avvenuto pochi giorni dopo la visita ufficiale di Donald Trump a Riyad, durante la quale, in occasione di un meeting con i leaders del mondo musulmano, il presidente americano aveva tenuto un discorso con cui aveva esortato tutti i paesi ad unirsi per contrastare le azioni destabilizzanti dell’Iran.

Doha è stata ripetutamente accusata di supportare il terrorismo, in quanto non considera entità terroristiche né Hamas, né la Fratellanza Musulmana. Per questo motivo, il Qatar ha ospitato, e ospita tutt’ora, esponenti della Fratellanza. Tuttavia, in un’intervista con Arab News il 18 maggio, il ministro degli esteri qatariota ha affermato che il proprio paese non sponsorizza la Fratellanza Musulmana ma che, allo stesso tempo, non la ritiene un gruppo terroristico perché non esercita alcuna minaccia contro la sicurezza del proprio paese. Inoltre, l’emiro qatariota al-Thani ha specificato che il Qatar non permette agli esponenti della Fratellanza che sta ospitando di usare il territorio dello Stato “come una piattaforma dal quale attaccare altri paesi”.

Oggi, il Qatar ha annunciato di essere pronto a ricevere l’aiuto dei paesi che si sono offerti come mediatori per risolvere la crisi diplomatica.

Doha, capitale del Qatar. Fonte: Wikimedia Commons

Doha, capitale del Qatar. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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