Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto hanno interrotto i rapporti con il Qatar

Pubblicato il 5 giugno 2017 alle 8:25 in Medio Oriente Qatar

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L’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti (UAE), il Bahrein e l’Egitto hanno annunciato di voler tagliare le relazioni diplomatiche con il Qatar.

Il regno saudita ha pubblicato un annuncio attraverso l’agenzia di stampa nazionale Saudi Press Agency questa mattina, riferendo che la decisione è stata presa per via “delle grosse violazioni commesse dalle autorità qatariote nel corso degli anni passati” e per rafforzare la sicurezza del paese.  I tre paesi del Golfo, inoltre, hanno dato due settimane di tempo ai visitatori e ai residenti del Qatar in Arabia Saudita per lasciare il paese. Riyad ha chiuso i propri confini e ha sospeso il traffico marittimo con Doha, chiedendo urgentemente agli altri Stati di fare lo stesso. Il Ministero degli Esteri del Bahrein ha annunciato, attraverso un comunicato, il ritiro della propria missione diplomatica dal Qatar, dando lo stesso ultimatum dell’Arabia Saudita ai funzionari qatarioti che si trovano a Manama. L’Egitto ha chiuso lo spazio aereo e tutti i porti agli aerei e alle imbarcazioni del Qatar “per proteggere la sicurezza nazionale”. Infine, gli UAE hanno sospeso il traffico aereo con Doha. La coalizione a guida saudita che dal marzo 2015 bombarda i ribelli sciiti Hothi in Yemen, di cui fa parte anche il Qatar, ha annunciato che “Doha non è più la benvenuta nell’alleanza perché sostiene i terroristi di Sana’a”.

Dall’altra parte, il Ministero degli Esteri del Qatar ha espresso il proprio profondo rammarico di fronte alla decisione dei tre Stati del Golfo e dell’Egitto, definendo le misure adottate “ingiustificate”. Inoltre, Doha ha riferito che tali mosse non avranno alcun effetto sul corso della vita quotidiana dei propri cittadini, e che verranno prese tutte le misure necessarie per evitare qualsiasi tentativo di sabotaggio della società e dell’economia del Qatar.

Le tensioni tra il Qatar e gli altri paesi del Golfo, insieme all’Egitto, sono emerse il 24 maggio, in seguito alla pubblicazione da parte della Qatar New Agency di alcune notizie controverse riguardo al presidente americano, Donald Trump, all’Iran, ad Israele e Hamas e all’emiro Tamim. Ad avviso dell’emittente, non solo il Qatar aveva ordinato il ritiro dei propri ambasciatori dagli altri paesi del GCC e dall’Egitto, ma il sovrano qatariota aveva anche dichiarato che tra il proprio paese e gli USA erano in corso tensioni e che l’Iran era una “grande potenza”. In reazione a tali notizie, il Bahrein, l’Egitto, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno bloccato Al-Jazeera, insieme ad altri emittenti qatarioti, accusando Doha di aver rotto i legami con i paesi del GCC. Gli ufficiali del Qatar hanno immediatamente smentito le affermazioni attribuite al proprio sovrano, spiegando che “un’entità sconosciuta” aveva hackerato la Qatar News Agency, pubblicando notizie false, e che sarebbe stata iniziata immediatamente un’indagine per far luce sull’accaduto. Tale l’episodio è avvenuto pochi giorni dopo la visita ufficiale di Donald Trump a Riyad, durante la quale, in occasione di un meeting con i leaders del mondo musulmano, il presidente americano aveva tenuto un discorso con cui aveva esortato tutti i paesi ad unirsi per contrastare le azioni destabilizzanti dell’Iran.

Il Qatar è stato ripetutamente accusato di supportare il terrorismo, in quanto non considera entità terroristiche né Hamas, né la Fratellanza Musulmana. Per questo motivo, Doha ha ospitato, e ospita tutt’ora, esponenti della Fratellanza. Tuttavia, in un’intervista con Arab News il 18 maggio, il ministro degli esteri del Qatar ha affermato che il proprio paese non sponsorizza la Fratellanza Musulmana ma che, allo stesso tempo, non la ritiene un gruppo terroristico perché non esercita alcuna minaccia contro la sicurezza del proprio paese. Inoltre, l’emiro qatariota al-Thani ha specificato che il Qatar non permette agli esponenti della Fratellanza che sta ospitando di usare il territorio dello Stato “come una piattaforma dal quale attaccare altri paesi”.

Il 2 giugno, Al-Jazeera English ha riportato una notizia secondo cui l’FBI starebbe aiutando il Qatar nelle indagini sul presunto cyberattacco della scorsa settimana. Ad avviso dell’emittente qatariota, nel corso dei giorni passati, una squadra dell’FBI, su richiesta del governo di Doha, si è recata nel paese del Golfo per aiutare le autorità locali. Una fonte ha riferito: “Il supporto americano è stato richiesto da Doha e gli USA hanno inviato una squadra lo scorso venerdì in Qatar, dove le forze di intelligence di altri due paesi sconosciuti stanno partecipando alle indagini”. Secondo tale fonte, i risultati delle ricerche dovrebbero essere rilasciati la prossima settimana. Non è stata data una conferma ufficiale da parte dell’agenzia di sicurezza americana.

Il segretario di Stato americano, Rex Tillerosn, attualmente in visita ufficiale in Australia, ha esortato gli Stati del Golfo a dialogare e cercare di risolvere la questione. “Pensiamo che sia necessario ed importante che gli Stati del Gulf Cooperation Council (GCC) rimangano uniti”, ha affermato Tillerson.

Cyberattacco. Fonte: Wikimedia Commons

Cyberattacco. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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