L’Egitto ha inviato decine di soldati in aiuto ad Haftar

Pubblicato il 1 giugno 2017 alle 6:21 in Africa Egitto

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L’Egitto ha inviato decine di soldati in Libia per appoggiare il generale Khalifa Haftar, capo della Libyan National Army.

In seguito al recente attacco contro due autobus di cristiani copti, avvenuto nella regione egiziana di Minya, il 26 maggio, le forze del presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, insieme alla LNA hanno effettuato bombardamenti contro Derna, nell’est del paese, città libica che ospita covi di terroristi. Dall’inizio di questa settimana, forze speciali militari e di intelligence egiziane sono state mobilitate in sostegno di Haftar, per pianificare ulteriori offensive contro Derna. “Gli aerei da guerra egiziani monitoreranno le operazioni nelle prossime due settimane”, ha riferito una fonte di sicurezza del Cairo in condizioni di anonimità, al quale ha spiegato che “gli attacchi colpiranno indiscriminatamente tutti i militanti che stanno combattendo contro la LNA, tra cui al-Qaeda, l’ISIS e altri gruppi jihadisti”. Inoltre, l’esercito egiziano si è posizionato anche nelle strade desertiche ai confini con la Libia, intorno alla città di Musaid.

L’attacco del 26 maggio, rivendicato dall’ISIS, ha causato la morte di 29 persone. I copti rappresentano il 10% dei 90 milioni di cittadini egiziani; gli estremisti li accusano di aver supportato il rovesciamento militare del precedente presidente islamista, Mohammed Morsi, nel 2013. Lo scorso 11 dicembre, sono morte 25 persone in un attacco contro la cattedrale copta ortodossa “San Marco” al Cairo. Tra le vittime c’erano sia donne che bambini. Pochi giorni dopo l’ISIS ha rivendicato l’attentato, giurando di aumentare la lotta contro i “politeisti”. Da dicembre a oggi, sono morti più di 100 copti.

Una fonte vicina al Ministero degli esteri egiziani ha accusato le autorità locali di aver sfruttato il massacro di Minya come pretesto per intervenire militarmente in supporto delle forze di Haftar in Libia. “L’indicente ha fornito una giustificazione, supportata ampiamente dai media locali, per unirsi alla LNA e bilanciare il conflitto in corso in Libia a favore di Haftar”, ha spiegato la fonte diplomatica in condizioni di anonimità, la quale ha aggiunto che il Cairo vuole dipingere al-Sisi come “un serio oppositore del terrorismo”, e come un forte alleato del generale libico.

Il Mujaheddin Shura Council, legato ad al-Qaeda e stanziato a Derna, ha negato il proprio coinvolgimento nel massacro di Minya. Da quando, nell’ottobre 2011, è stato rovesciamo il regime del dittatore Muammar Gheddafi, la Libia si trova in uno stato di caos. Attualmente, nel paese sono presenti tre diverse entità politiche che reclamano l’autorità su tutto lo Stato. Il Governo di Accordo Nazionale (GNA), fondato nel dicembre 2015 e insediatosi a Tripoli nel marzo 2016 con a capo Fayez Serraj, è riconosciuto dalla comunità internazionale ma fatica ad imporre il proprio potere in tutta la Libia. Gli altri due governi rivali sono quello di Tobruk, nell’est del paese, appoggiato da Haftar, e l’ex National Salvation Government (NSG), con a capo Khalifa Ghwell. Entrambi non riconoscono l’autorità del GNA.

Soldati egiziani. Fonte: Wikimedia Commons

Soldati egiziani. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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