Myanmar, pronta la missione investigativa dell’Onu

Pubblicato il 31 maggio 2017 alle 12:22 in Asia Myanmar

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le Nazioni Unite hanno costituito una missione investigativa per indagaare sulle presunte violenze compiute dall’esercito del Myanmar ai danni dei membri della minoranza etnica Rohingya, durante la loro offensive nello stato settentrionale di Rakhine, nel nord del paese.

L’esercito, presente nello stato di Rakhine dallo scorso ottobre 2016, è accusato di aver commesso atrocità, uccisioni di massa, violenze sessuali e torture contro la popolazione appartenente alla minoranza etnica di fede islamica Rohingya. L’Onu, dopo aver denunciato più volte la situazione, insieme alle associazioni per i diritti umani e dopo aver inviato un osservatore nella zona del conflitto, ha deciso di creare una missione investigativa. Il gruppo di indagine è costituito da Indira Jaising, avvocato per i diritti umani proveniente alla Corte Suprema dell’India e da altri due esperti, secondo quanto dichiarato da un comunicato Onu. Gli altri due membri del team sono l’avvocato Radhika Coomaraswamy, formatosi ad Harvard ma di origine dello Sri Lanka e Chrisopher Dominic un consulente australiano.

 Dall’inizio dell’offensiva dell’esercito, sono 75 mila i profughi Rohingya ad essersi spostati verso il Bangladesh. La campagna militare ha avuto inizio in seguito ad alcuni attacchi da parte di militanti islamisti di etnia Rohingya ai danni dei posti di blocco della polizia di confine.

L’Osservatore Onu, nel suo rapporto del febbraio 2017, ha racolto interviste a molti rifugiati Rohingya in cui questi ultimi accusano l’esercito di aver condotto uccisioni di massa, stupri di gruppi. Durante la campagna militare “sembra proprio” siano stati commessi crimini contro l’umanità e operazioni di pulizia etnica.

Il Consiglio per I Diritti umani dell’Onu ha adottato una risoluzione nel marzo 2017 al fine di creare la missione investigativa. La proposta, partita dall’Unione Europea ha avuto il sostegno di molti paesi, come gli Stati Uniti. I paesi dell’Onu hanno chiesto che ci si “assicuri che i responsabili paghino e sia fatta giustizia per le vittime.”

Bandiera delle Nazioni Unite. Fonte: Pixabay

Bandiera delle Nazioni Unite. Fonte: Pixabay

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.