Glu USA hanno iniziato ad inviare armi leggere ai combattenti curdo-siriani

Pubblicato il 31 maggio 2017 alle 10:41 in USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno iniziato ad inviare equipaggiamento militare ai militanti curdi che combattono contro l’ISIS in Siria affianco delle forze della coalizione internazionale a guida USA.

Il trasferimento di armi, cominciato ieri, sta avvenendo a pochi giorni dal lancio di una nuova offensiva per liberare Raqqa, principale roccaforte dei terroristi in Siria. “Abbiamo iniziato ad inviare armi leggere agli alleati curdi delle Syrian Democratic Forces (SDF)”, ha spiegato il Maggiore Adrian Rankine-Galloway, portavoce del Pentagono. L’equipaggiamento militare include armi AK-47 e pistole di piccolo calibro.

Il 9 maggio, il presidente americano Donald Trump ha approvato l’invio di armi ai combattenti delle People’s Protection Units (YPG), braccio armato delle SDF, facendo aumentare le tensioni con la Turchia, già iniziate dalla fine di aprile per via dei continui attacchi di Ankara contri i curdi in Siria e in Iraq che hanno messo a repentaglio la sicurezza dei soldati americani che combattono insieme alle SDF e alle YPG contro l’ISIS. La Turchia sostiene che le YPG siano un gruppo affiliato ai terroristi del Kurdistan Workers’ Party (PKK), mentre gli USA sostengono che i combattenti curdo-siriani siano un alleato chiave per liberare Raqqa. Dalla sua fondazione nel 1978, il PKK chiede la creazione dello Stato de Kurdistan indipendente e la possibilità di avere maggiori diritti politici e culturali all’interno della Turchia. Nel corso degli anni il gruppo ha compiuto numerosi attacchi, soprattutto nel sud-est del paese, scatenando una rivolta a partire dal 1984 che ha causato la morte di più di 40,000 persone. La preoccupazione di Ankara verso le YPG è stata tale da aver lanciato, il 24 agosto 2016, la Operation Euphates Shiled, con il doppio obiettivo di contrastare l’ISIS e impedire alle YPG di controllare aree troppo vaste al confine tra la Turchia e la Siria.

Attualmente, le SDF stanno avanzando verso Raqqa da diversi fronti e, il 13 maggio, sono riuscite a liberare la città strategica di Taqba, insieme alla diga adiacente. Gli USA hanno cercato di placare la Turchia promettendo di controllare l’invio delle armi alle YPG per assicurarsi che non finiscano nelle mani sbagliate.

Il 24 maggio, il quotidiano turco Hurriyet Daily aveva riportato che gli USA, tra il 15 ed il 20 maggio, avevano inviato circa 100 camion carichi di equipaggiamento militare alle YPG in Siria. I veicoli sarebbero passati dalla città di al-Hasakah, a nord-est della Siria, per poi dirigersi verso l’area rurale a nord di Raqqa. Inoltre, ad avviso del quotidiano turco, l’arrivo dei camion sarebbe stato monitorato dai membri delle YPG presso Simelka-Peshkhabour, al confine tra la Siria e l’Iraqi Kyrdistan Regional Government (KRG).

Nonostante tale mossa, Washington dovrà bilanciare bene le proprie decisioni future, in quanto la Turchia, alleato chiave della NATO, ospita una base militare strategica che viene utilizzata dalla coalizione internazionale a guida USA per lanciare le operazioni contro l’ISIS.

Bandiera delle YPG. Fonte: Wikipedia

Bandiera delle YPG. Fonte: Wikipedia

di Redazione

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