Panama: morto ad 83 anni l’ex dittatore Manuel Antonio Noriega

Pubblicato il 30 maggio 2017 alle 11:57 in America Latina America centrale e Caraibi

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Manuel Antonio Noriega, ex dittatore di Panama, è morto questo lunedì 29 maggio all’età di 83 anni come pochi altri dittatori latinoamericani del secolo scorso: ripudiato dal suo paese, condannato dalla giustizia e dopo aver passato quasi tre decenni nelle carceri di diversi paesi. Solo il tumore cerebrale con cui combatteva da anni lo ha salvato dal morire in carcere, obbligando le autorità alcune settimane fa a trasferirlo in un ospedale di Città di Panama.

Dittatore di Panama per sei anni, dal 1983 al 1989, alleato della CIA dagli anni cinquanta —il direttore dell’agenzia in quegli anni, Bill Casey, si riferiva a lui come “He’s my boy” (“è il mio ragazzo”)— Noriega giunse al potere sia grazie alla sua abilità di accontentare gli Stati Uniti, specialmente l’agenzia di intelligence, sia per essersi saputo relazionare con la Cuba castrista, il Nicaragua del sandinista Daniel Ortega ed il cartello del narcotraffico di Medellín di Pablo Escobar. Tra tutti i crimini imputatigli, furono proprio i suoi vincoli con il narcotraffico ad essere la sua condanna negli Stati Uniti.

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Manuel Antonio Noriega. Fonte: BBC

A quell’epoca Panama era diventata una pedina chiave per gli Stati Uniti nella scacchiera politica latinoamericana, con il consolidamento della Rivoluzione Cubana ed il sorgere di movimenti di guerriglia in Centro e Sudamerica. Mentre forniva appoggio incondizionato agli Stati Uniti per contrastare i movimenti insurrezionali, Noriega faceva sprofondare Panama in una crisi economica, politica e sociale mai vista prima. Chiunque cercasse di alzare la voce per opporsi al regime veniva messo a tacere, come fu il caso dell’oppositore Hugo Spadafora, trovato decapitato nel 1985.

Nel 1992 Noriega fu condannato negli Stati Uniti a 40 anni di carcere, pena poi ridotta a 30 anni —mentre continuava ad essere recluso con privilegi che altri detenuti non sognavano nemmeno— e successivamente accorciata ulteriormente per buona condotta. Nell’aprile del 2010 fu estradato in Francia, dove fu condannato per riciclaggio di denaro sporco del narcotraffico. Un anno più tardi, gli USA autorizzarono la sua estradizione a Panama, dove era stato precedentemente condannato in contumacia a 20 anni per il suo coinvolgimento nell’omicidio di Spadafora.

L’ex dittatore panamense si trovava dallo scorso marzo in terapia intensiva in condizioni critiche dopo essere stato sottoposto a due interventi chirurgici in meno di otto ore e dopo aver avuto un’emorragia cerebrale, secondo quanto confermato dal suo legale e dalle sue due figlie. Alcuni mesi dopo la sua estradizione in Francia nel 2011, infatti, vennero alla luce le sue ormai precarie condizioni di salute a causa di un tumore cerebrale in stato avanzato.

 

Traduzione dallo spagnolo a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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