L’Arabia Saudita e gli UAE al Qatar: la nostra pazienza ha un limite

Pubblicato il 30 maggio 2017 alle 13:45 in Medio Oriente Qatar

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Anwar Gargash, ministro degli affari esteri degli Emirati Arabi Uniti, ha messo in guardia il Qatar, riferendo che “la pazienza e la tolleranza hanno un limite”.

Sia gli Emirati Arabi Uniti, sia l’Arabia Saudita hanno espresso il proprio disappunto verso Doha dopo che, il 24 maggio, la Qatar New Agency ha pubblicato alcune notizie controverse riguardo al presidente americano, Donald Trump, all’Iran, ad Israele e Hamas e all’emiro qatariota Tamim. Ad avviso dell’emittente, non solo il Qatar aveva ordinato il ritiro dei propri ambasciatori dagli altri paesi del GCC e dall’Egitto, ma il sovrano qatariota aveva anche dichiarato che tra il proprio paese e gli USA erano in corso tensioni e che l’Iran era una “grande potenza”. Senza menzionare il nome dell’emiro qatariota, Gargash ha riferito che il Qatar dovrebbe cambiare la propria condotta verso i paesi vicini e rilanciare i rapporti con loro. “La giusta strada è quella dell’apertura, della trasparenza e della credibilità”, ha scritto il ministro degli Emirati su Twitter, aggiungendo che “in una regione turbolenta, non c’è alternativa all’unità dei paesi del Golfo”. Dal momento che gli Stati del Gulf Cooperation Council (GCC), quali Arabia Saudita, Qatar, Kuweit, Oman, Emirati Arabi Uniti e Bahrein, stanno affrontando nuove sfide, i membri devono rimanere uniti ad avviso di Gargash.

Nonostante gli ufficiali del Qatar abbiano immediatamente smentito le notizie pubblicate dalla Qatar News Agency, spiegando che l’emittente era stata hackerata, il Bahrein, l’Egitto, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno bloccato Al-Jazeera, insieme ad altri emittenti qatarioti, criticando Doha per aver rotto i legami con i paesi del GCC.

Il 28 maggio, il generale Khalifa Haftar, capo della Libyan National Army (LNA) ha accusato il Qatar, insieme ad altri paesi di cui non è stato menzionato il nome, di supportare i gruppi terroristici in Libia attraverso il finanziamento dei mercenari e di altri gruppi estremisti. In un comunicato pubblicato domenica sera, Haftar ha reso noto che “la LNA sta monitorando le comunità del Ciad, del Sudan e altri gruppi africani in generale che sono entrati in Libia per via dei deboli controlli ai confini, causati soprattutto per mano dei paesi che supportano il terrorismo”. Il generale libico ha aggiunto che molte di queste persone che oggi si trovano in Libia hanno ricevuto soldi dal Qatar, spiegando che “qualsiasi straniero varcherà i confini libici armato verrà arrestato e punito”.

Il Qatar è stato ripetutamente accusato di supportare il terrorismo, in quanto non considera entità terroristiche né Hamas, né la Fratellanza Musulmana. Per questo motivo, Doha ha ospitato, e ospita tutt’ora, esponenti della Fratellanza. Tuttavia, in un’intervista con Arab News il 18 maggio, il ministro degli esteri del Qatar ha affermato che il proprio paese non sponsorizza la Fratellanza Musulmana ma che, allo stesso tempo, non la ritiene un gruppo terroristico perché non esercita alcuna minaccia contro la sicurezza del proprio paese. Inoltre, l’emiro qatariota al-Thani ha specificato che il Qatar non permette agli esponenti della Fratellanza che sta ospitando di usare il territorio dello Stato “come una piattaforma dal quale attaccare altri paesi”.

Anwar Gargash, ministero degli affari esteri degli UAE. Fonte: Flickr

Anwar Gargash, ministero degli affari esteri degli UAE. Fonte: Flickr

di Redazione

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