Due attacchi mortali a Baghdad in meno di 24 ore

Pubblicato il 30 maggio 2017 alle 10:02 in Iraq Medio Oriente

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Un attentatore suicida si è fatto esplodere stanotte davanti ad una gelateria a Baghdad, uccidendo almeno 15 persone e ferendone altre 30, mentre un’autobomba è esplosa questa mattina presso il ponte al-Shahada, causando la morte di 7 individui e ferendone almeno 30.

L’ISIS ha rivendicato il primo l’attacco tramite un comunicato pubblicato sul proprio sito Amaq, in cui si legge che “il kamikaze ha colpito un raduno di sciiti”, i quali sono considerati eretici dai jihadisti. Gli attentati sono avvenuti a pochi giorni dall’inizio del Ramadan, festa musulmana durante la quale i fedeli digiunano nelle ore del giorno e festeggiano mangiando la notte. Per questo motivo, all’ora dell’attacco di questa notte, le strade di Baghdad erano affollate. Hayder al-Khoei, un esperto di Medio Oriente, ha spiegato che “l’ISIS vuole che i cittadini iracheni abbiano paura di andare fuori e, con questi attentati, i terroristi vogliono dimostrare di essere sempre presenti e capaci di attaccare il cuore della capitale irachena anche se ormai sono stati quasi sconfitti sul campo di battaglia”.

Gli attentati di oggi, non a caso, sono avvenuti in concomitanza con la perdita degli ultimi territori sotto il controllo dei miliziani dello Stato Islamico nella città vecchia di Mosul. Ad avviso dei militari iracheni, l’offensiva, la quale ormai dura da 8 mesi, segnerà la fine del califfato dei terroristi in Iraq. Tuttavia, ciò non implicherà l’eliminazione definitiva delle violenze, perché i jihadisti inizieranno una sorta di guerriglia compiendo attacchi sparsi come quelli di oggi in tutto il paese. Al-Khoei ha riferito che il recente attentato è stato calcolato meticolosamente dai terroristi affinché avesse il massimo impatto, causando il maggior numero di morti e feriti possibile. “L’attentatore suicida si è fatto esplodere poco dopo la mezzanotte proprio di fronte ad una gelateria piena di gente, in una calda notte di fine maggio”, ha spiegato l’esperto.

La festa del Ramadan, in Iraq, è stata spesso caratterizzata da episodi di violenza. Lo scorso 4 luglio, l’ISIS ha scagliato un camion colmo di esplosivo contro un mercato affollato a Karrada, proprio mentre i cittadini stavano facendo la spesa dopo il tramonto, uccidendo quasi 300 persone. L’esplosione è stata la più violenta che si è mai verificata a Baghdad dal rovesciamento del dittatore Saddam Hussein nel 2003.

Con il declino del califfato dell’ISIS, è riemerso lo spettro di al-Qaeda. The New Arab ha reso noto che è stato diffuso online un messaggio audio che sembra essere stato registrato dal figlio più giovane del defunto fondatore dell’organizzazione, Osama Bin Laden. Si tratterebbe del 28enne Hamza Bin Laden, il quale avrebbe diffuso l’audio online il 13 maggio attraverso siti di estremisti isalmici e esortando ad attaccare l’Occidente. “Preparatevi diligentemente a colpire gli infedeli”, dice la registrazione. Ad avviso di alcuni agenti di sicurezza mediorientali, il rilancio del gruppo terroristico con la voce del figlio di Bin Laden ha un significato simbolico per i fondamentalisti, e potrebbe essere un potente mezzo di reclutamento. “Al-Qaeda sta cercando di sfruttare questo momento; con l’ISIS sotto attacco, il gruppo vuole offrire ai jihadisti una nuova alternativa”, ha spiegato un ufficiale in condizioni di anonimità.

Dal 2015, l’ISIS sta perdendo sempre più terreno sia in Siria, sia in Iraq, dove nel 2014 possedeva il 40% del territorio complessivo del paese. Attualmente, i terroristi controllano appena il 10% della zona ovest di Mosul, dove l’esercito iracheno, con l’aiuto delle forze della coalizione a guida americana, sta compiendo l’ultima offensiva per eliminare definitivamente i jihadisti. In Siria, invece, la coalizione USA sta preparando un’ultima offensiva con l’aiuto dei combattenti curdo-siriani delle People’s Protection Units (YPG), recentemente armati da Washington.

Capitale irachena, Baghdad. Fonte: Wikimedia Commons

Capitale irachena, Baghdad. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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