Leaders del G7 uniti contro il terrorismo e nella risoluzione del fenomeno migratorio

Pubblicato il 29 maggio 2017 alle 13:15 in Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

In occasione del G7 di Taormina, svoltosi il 26 e 27 maggio, i leaders dei paesi partecipanti, quali Italia, Canada, USA, Francia, Inghilterra, Giappone, Germania e Unione Europea, hanno concordato di voler rafforzare la collaborazione per aumentare la lotta al terrorismo e per meglio gestire il fenomeno migratorio.

Nel comunicato rilasciato alla fine del summit riguardante il terrorismo, i leaders hanno stilato una lista di 15 punti chiave, con i quali si impegnano ad adottare un approccio collettivo per contenere il rischio posto dai foreign fighters di ritorno dai paesi dove sono in corso i conflitti, condividendo maggiori informazioni tra gli Stati. Inoltre, i capi di Stato cercheranno di tagliare tutti i canali di finanziamento al terrorismo e ai gruppi estremisti, così come il traffico illecito di armi, e contrasteranno le attività terroristiche online. Al punto 11, i leaders internazionali hanno sottoscritto di ritenere che la cultura è uno strumento fondamentale per combattere il terrorismo. A loro avviso, la salvaguardia e la diffusione della cultura è un modo efficace per far accrescere la tolleranza ed il dialogo tra le persone, per aumentare la comprensione reciproca ed il rispetto delle diversità e del pluralismo religioso. Infine, la cultura contribuisce a preservare la memoria e l’identità dell’umanità, incoraggiando il dialogo e gli scambi tra i paesi e contribuendo a contrastare i processi di radicalizzazione, specialmente tra i più giovani.

Per quanto riguarda l’immigrazione, la bozza del documento finale del G7 riferisce che gli Stati, oltre a supportare la difesa dei diritti dei rifugiati e dei migranti, confermano il diritto sovrano dei paesi di controllare i loro confini, istituendo limitazioni all’accoglienza dei profughi per motivi di sicurezza nazionale ed economica. I leaders che hanno partecipato al G7 vorrebbero intraprendere una partnership con i paesi di origine dei migranti per migliorare le loro situazioni interne, in modo da risolvere le cause dell’immigrazione.

Nel 2016 gli sbarchi sulle coste europee sono stati 360,000. La International Organization for Migration ha reso noto che, dal primo gennaio al 24 maggio 2017, hanno raggiunto l’Europa via mare complessivamente 60,521 migranti, il cui 80% è giunto in Italia, mentre i restanti sono arrivati in Grecia, Cipro e in Spagna. Il numero dei migranti morti in mare ammonta a 1,530, segnando un aumento rispetto ai 1,398 deceduti nel Mediterraneo nello stesso periodo del 2016.

Una delle questioni di disaccordo tra i leader del G7 e Donald Trump, invece, è stata quella dei cambiamenti climatici. Il leader americano vorrebbe ritirarsi dal patto sul clima di Parigi, firmato il 12 dicembre 2015, in occasione della United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) nella capitale francese, ed entrato in forza il 4 novembre 2016. In base a tale accordo, i 195 paesi firmatari hanno concordato di ridurre le emissioni di gas a partire dal 2020. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha riferito ai giornalisti che il dibattito sulla questione dei cambiamenti climatici è stato alquanto controverso, e che tutti gli altri leaders del G7 hanno chiesto agli USA di rimanere parte dell’accordo. Gary Cohn, capo economista di Trump, ha riferito ai reporters che il presidente americano attribuisce molta importanza alla questione climatica e che ha partecipato al G7 per capire le visioni degli altri leaders e meglio comprendere l’argomento.

Logo G7 Taormina. Fonte: Wikipedia

Logo G7 Taormina. Fonte: Wikipedia

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.