Incontro Trump-Dalai Lama “logico”, secondo primo ministro in esilio

Pubblicato il 29 maggio 2017 alle 7:31 in Asia Cina

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Il capo del governo tibetano in esilio in India ha dichiarato che ritiene “logico” che il presidente degli Stati Uniti incontri il leader spirituale del Tibet, il Dalai Lama, visto che egli ha già visitato i principali leader religiosi di Cristianesimo, Ebraismo e Islam durante il suo tour internazionale in corso.

Il Dalai Lama ha incontrato in passato 4 presidenti degli Stati Uniti causando la rabbia della Cina che considera il Tibet una sua provincia e il suo leader spirituale come un pericoloso separatista. Trump non ha ancora chiesto un incontro con il Dalai Lama, probabilmente perché considera la sensibilità dell’attuale momento e l’importanza della sua cooperazione con la Cina per la gestione della crisi nordcoreana.

“Donald Trump ha già visitato i tre più grandi luoghi sacri delle tre maggiori religioni del mondo”, ha dichiarato Lobsang Sangay, il primo ministro del governo del Tibet in esilio, riferendosi alle visite di Trump in Arabia Saudita, Israele e al Vaticano. “Ora rimane solo il buddismo e sua santità il Dalai Lama è il sommo leader spirituale del buddismo nel mondo”, ha continuato Sangay nel suo discorso alla Heritage Foundation, un think tank di Washington. “Se può incontrare tutti i leader delle maggiori tradizioni religiose del mondo, credo sia logico che incontri anche il più importante capo del buddismo”, ha aggiunto.

Sangay non si è pronunciato in merito alla reale possibilità che un tale incontro avvenga realmente, ma ha aggiunto: “Siamo tibetani, siamo degli inguaribili ottimisti”.

Secondo quanto riferito dal primo ministro in esilio, il Dalai Lama sarà negli Stati Uniti nel mese di giugno, ma al momento Washington non è una delle tappe dell’itinerario della sua visita.

L’amministrazione statunitense afferma che è prematuro parlare di un possibile incontro tra Trump e il Dalai Lama, vista la necessità degli Usa di convincere la Cina ad impegnarsi di più per contenere la minaccia che proviene da Pyongyang. La Corea del Nord, nonostante le risoluzioni dell’Onu glielo vietino, sta portando avanti un programma missilistico e nucleare che allarma la comunità internazionale.

Recentemente, una delegazione degli Stati Uniti ha incontrato il Dalai Lama nella sua residenza in India per parlare delle violazioni dei diritti umani in Tibet. L’incontro è stato fortemente condannato da Pechino, ma gli Stati Uniti si sono limitati a rispondere affermando che continueranno a interessarsi della tutela dei diritti umani dei cittadini tibetani.

Il Tibet è una delle cinque regioni di minoranza etnica a statuto speciale  della Cina, situata nella zona sud occidentale del Paese. La sua linea di confine è condivisa con il Myanmar, l’India, il Buthan e il Nepal.  L’etnia maggioritaria della regione è quella tibetana, sebbene vi siano diversi altri gruppi etnici. Il Tibet è sotto la giurisdizione della Repubblica Popolare Cinese dal 1951, anno della battaglia di Chamdo e della firma “dell’accordo in 17 punti” tra il governo della Cina e il Dalai Lama. Da allora, il Movimento per l’Indipendenza del Tibet lotta per il ritorno dell’autonomia regionale. Il Dalai Lama ha lasciato il Tibet e vive in esilio in India dalle rivolte del 1959.

Il 14esimo Dalai Lama, in esilio in India dal 1959

Il 14esimo Dalai Lama, in esilio in India dal 1959

di Redazione

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