Gli Usa riprendono pattuglie nel Mar Cinese Meridionale

Pubblicato il 26 maggio 2017 alle 11:48 in Asia Cina

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Una nave da guerra degli Stati Uniti è stata avvistata a 12 miglia nautiche dagli isolotti artificiali della Cina nel Mar Cinese Meridionale. Si tratta della prima provocazione nei confronti di Pechino nell’area da quando il presidente Trump è entrato in carica. Pechino condanna fortemente le operazioni americane e chiede che la sua sovranità venga rispettata.

Alcuni ufficiali statunitensi, che hanno chiesto di mantenere l’anonimato, hanno dichiarato che la nave da guerra Dewey si è avvicinata alla scogliera Mischief che fa parte dell’arcipelago conteso tra Cina e Filippine noto come Spratly Islands. L’operazione della marina Usa sarebbe stata di libertà di navigazione, in quanto gli Stati Uniti desiderano che le acque su cui la Cina rivendica la sovranità, debbano invece rimanere acque internazionali. È probabile che Pechino vedrà le attività della nave da guerra statunitense come una provocazione diretta, in un momento delicato in cui Trump sta cercando di coordinarsi con Xi Jinping per creare una risposta congiunta al programma nucleare e missilistico della Corea del Nord.

Il corridoio di mare in cui sorgono le Spratly Islands è una zona ricca di risorse naturali – gas e petrolio per lo più – in cui annualmente transitano 3 trilioni di merci e oggetto di dispute territoriali tra la Cina e i paesi vicini. Pechino rivendica storicamente la territorialità sul Mar Cinese Meridionale, pretesa che è stata ritenuta illegittima dalla sentenza di arbitrato internazionale del Tribunale dell’Aia in seguito a una richiesta delle Filippine.

La pattuglia della marina americana che si è avvicinata alla zona il 25 maggio è stata la prima dall’ottobre 2016. Per gli Usa si tratta di un modo per limitare le mire della Cina che sta militarizzando le isole e gli isolotti per limitare la libertà di navigazione nelle acque strategiche del Mar Cinese Meridionale.

Gli alleati e i partner degli Stati Uniti nell’Asia-Pacifico erano preoccupati per il passo indietro dalla regione che Trump aveva annunciato durane la campagna elettorale. Nel mese di aprile, il comandante degli Usa per l’Asia-Pacifico, l’ammiraglio Harry Harris, aveva dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero condotto a stretto giro delle operazioni per garantire la libertà di navigazione nel Mar Cinese Meridionale, senza fornire ulteriori dettagli.

Il portavoce del ministero degli esteri della Cina, Lu Kang, ha dichiarato che la marina cinese ha chiesto alla pattuglia statunitense di allontanarsi dalle acque che ritiene siano sotto la sua territorialità. “Le operazioni degli Usa nel Mar Cinese Meridionale ledono la sovranità e la sicurezza della Cina, perciò chiediamo che vengano interrotte e comunichiamo la nostra disapprovazione”, ha affermato il portavoce. “La Cina gode di una sovranità indiscutibile sulle isole Spratly e sulle acque ad esse limitrofe. Rispettiamo e tuteliamo la libertà di navigazione e di sorvolo nella zona, attenendoci al diritto internazionale, ma ci opponiamo fortemente a ogni paese che in nome della libertà di navigazione effettui attività che ledono la sovranità e la sicurezza della Cina”, ha continuato Lu Kang. Attualmente, la Cina si sta impegnando insieme ai paesi membri dell’ASEAN – Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico – per riportare la calma nelle acque del Mar Cinese Meridionale e sta ottenendo progressi significativi, ha ricordato il portavoce di Pechino. Il riferimento è alla redazione di un codice di condotta comune per le acque contese in corso d’opera tra Cina e ASEAN, la cui conclusione è prevista per la fine dell’anno. “Le operazioni della marina statunitense disturbano fortemente il processo di dialogo e di negoziato e non conducono a niente di buono per nessuno. La Cina tutela fermamente la sua sovranità, la sua sicurezza e i suoi interessi marittimi. Chiediamo agli Stati Uniti di correggere il comportamento erroneo e di mettere fine alle violazioni della sovranità cinese, al fine di evitare di avere un impatto negativo sulla pace e stabilità della regione, nonché sulla cooperazione sino-americana”, ha concluso Lu Kang.

Le attività statunitensi nel Mar Cinese Meridionale possono generare nuove tensioni tra Cina e Stati Uniti, tensioni che sembravano essersi allentate dopo l’incontro di aprile tra Trump e Xi Jinping in Florida e le conversazioni telefoniche che lo hanno seguito.

I rapporti tra Trump e la Cina hanno avuto un inizio tumultuoso. L’allora candidato Trump durante la campagna elettorale aveva accusato Pechino di rubare posti di lavoro agli americani e di manipolare la sua valuta a suo favore, nonché di aver militarizzato il Mar Cinese Meridionale. Poi, all’indomani della vittoria elettorale, il neo-presidente aveva irritato la Cina accettando la telefonata di congratulazioni della leader di Taiwan, Tsai Ing-wen, che non viene riconosciuta come leader di un paese da Pechino, ma come governatrice di una sua regione a statuto speciale. Durante l’incontro diretto in Florida tra Xi Jinping e Trump, però, le cose sono migliorate. I due leader hanno condannato le violazioni alle risoluzioni Onu della Corea del Nord e concordato sulla necessità di rafforzare il dialogo e la cooperazione bilaterale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Marina degli Stati Uniti, fonte: Wikipedia Commons

Marina degli Stati Uniti, fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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