All’Onu la Cina chiede ritorno al dialogo con Pyongyang

Pubblicato il 25 maggio 2017 alle 7:08 in Asia Cina

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Non ci sono ragioni per rifiutare il dialogo con la Corea del Nord, ha dichiarato la Cina durante l’incontro a porte chiuse all’Onu, martedì 23 aprile. Si tratta di parole che lasciano sorpresi gli Stati Uniti giungendo dopo due test di lancio missilistico di Pyongyang avvenuti nel giro di una settimana in violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

La Corea del Nord ha effettuato un nuovo lancio missilistico domenica 21 maggio, a soli sette giorni di distanza dal precedente, avvenuto il 14. Il nuovo missile ha messo in allarme la comunità internazionale in merito alle reali capacità militari del regime. Il capo della DIA (Defence Intelligence Agency) degli Stati Uniti ha dichiarato al Senato che se Pyongyang non viene fermata, continuando nella direzione in cui sta andando resto o tardi sarà in grado di colpire anche il continente americano.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si è riunito a porte chiuse per decidere come rafforzare le sanzioni contro Pyongyang, ma la Cina, l’unico alleato e partner commerciale di Kim Jong-un, ha chiarito che la sua priorità è il ritorno ai negoziati diplomatici e non l’imposizione di sanzioni. “Non c’è ragione per cui il dialogo non possa avvenire nella situazione attuale”, ha dichiarato l’ambasciatore della Cina alle Nazioni Unite, Liu Jieyi, aggiungendo che tutto ciò che serve è la “volontà politica” di dialogare. Secondo il rappresentante di Pechino, gli unici progressi fatti in passato per ridurre le tensioni nella penisola coreana sono stati ottenuti tramite il dialogo.

La Cina auspica il ritorno ai negoziati a sei parti (six party talks) sospesi nel 2009 con l’uscita di Pyongyang che aveva, intanto, ripreso il suo piano di sviluppo nucleare e missilistico. Le sei parti coinvolte nel negoziato, oltre a Cina e Corea del Nord, sono gli Usa, la Corea del Sud, la Russia e il Giappone.

Gli Stati Uniti hanno affermato la loro disponibilità a riprendere i colloqui negoziali, ma solo se la Corea del Nord mette fine ai suoi test di missili e alle minacce nucleari. Nelle ultime settimane, gli Usa sono stati molto attivi nel negoziare con la Cina per una risoluzione che preveda nuove sanzioni, ma non sono ancora arrivati a una bozza definitiva del testo. L’ambasciatore cinese ritiene che prima di pensare a nuove “ipotetiche” sanzioni, bisognerebbe applicare quelle attuali “in modo più completo”.

L’ambasciatore del Giappone, Koro Bessho, è stato fermo nel dichiarare che la comunità internazionale non può stare a guardare e non rispondere alle violazioni della Corea del Nord. “Speriamo che saremo capaci di rafforzare il meccanismo delle sanzioni”, ha dichiarato l’ambasciatore.

La Corea del Nord ha condotto 11 test missilistici dall’inizio dell’anno, ha ricordato l’ambasciatore Elbio Rosselli dell’Uruguay, presidente di turno del consiglio. Gli ultimi test rappresentano un “salto di qualità che mostra quanto i nordcoreani siano determinati nell’acquisire migliori capacità per l’aggressione militare”, ha continuato Rosselli. L’ambasciatore non ha indicato se si stia o meno lavorando a una nuova risoluzione, si è limitato a concludere dicendo che il consiglio “sta discutendo e considerando diverse opzioni”.

In risposta all’ultimo test di lancio missilistico di Pyongyang, le Nazioni Unite hanno chiesto di “mettere fine ai test e lasciare spazio perché un dialogo significativo possa essere ristabilito”.

La Corea del Nord è convinta di aver bisogno di armi nucleari e missilistiche per difendersi e combattere quella che ritiene un’incombente aggressione da parte degli Stati Uniti. Pyongyang ha dichiarato che “rifiuta completamente” il comunicato con le richieste dell’Onu, poiché esso è stato redatto dagli “Stati Uniti e dai loro seguaci”:

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato due risoluzioni che prevedevano sanzioni economiche contro Pyongyang per evitare che questa potesse trovare i fondi necessari ai suoi programmi militari. Dal 2006, sono in totale 6 i pacchetti di sanzioni che sono stati imposti alla Corea del Nord a partire dal suo primo test nucleare.

Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Fonte: Wikimedia Commons

Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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