Ucciso un giovane tunisino nel corso delle proteste

Pubblicato il 24 maggio 2017 alle 7:41 in Africa Tunisia

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Un giovane tunisino è stato ucciso nel corso delle proteste di fronte alla stazione di petrolio e gas El Kamour, dove da circa un mese si verificano manifestazioni, mentre altre 12 persone sono rimaste ferite.

Lunedì, un veicolo della polizia è andato accidentalmente addosso al ragazzo, il quale faceva parte della folla di protestanti davanti alla stazione petrolifera. El Kamoir si trova nella regione di Tataouine, a circa 500 chilometri da Tunisi. Le tensioni sono aumentate negli ultimi giorni; per questo motivo, la polizia sta utilizzando lacrimogeni contro la folla, la quale sta tentando di entrare all’interno della stazione.

Tali proteste stanno crescendo da quando il presidente tunisino, Beji Caid Essebsi, ha affermato che il suo esercito avrebbe protetto quelle installazioni economiche molto importanti, respingendo tutti i manifestanti che si lamentano di questioni sociali e lavorative. Domenica sera, il Ministero della Difesa ha pubblicato un comunicato, in cui si legge che le truppe tunisine avrebbero ricorso all’uso della forza verso chiunque sarebbe entrato all’interno della stazione petrolifera. Per evitare ciò, il documento mette in guardia tutti i cittadini riguardo alle procedure legali alle quali andrebbero in contro se coinvolti in scontri con la polizia. “Devono capire che cercare di entrare in un luogo protetto dall’esercito non è un atto pacifico e, se accade, è necessaria una reazione”, ha spiegato il portavoce del ministero, Belhassen Oueslati.

Nel gennaio 2016, la Tunisia è stata scossa dalle proteste popolari più volente mai verificate dalla rivoluzione del 2011, quando venne rovesciato il regime del dittatore Ben Ali. Le tensioni sono emerse in seguito alla morte di un disoccupato 28enne che è rimasto fulminato mentre si arrampicava su un palo della luce nel mezzo di una protesta presso la città di Kasserine.

Proteste in Tunisia. Fonte: Wikimedia Commons

Proteste in Tunisia. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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