Esercito del Myanmar: accuse su violenze sui Rohingya sono false

Pubblicato il 24 maggio 2017 alle 11:45 in Asia Myanmar

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L’esercito del Myanmar si è discolpato dalle accuse di pulizia etnica rivolte ai suoi soldati in merito alle operazioni militari condotte nel nord del paese nei confronti della minoranza etnica di religione islamica Rohingya.

Sono più di 70 mila le persone di etnia Rohingya ad aver lasciato il Myanmar e ad essere fuggite nel vicino Bangladesh dall’ottobre 2016 quando sono state avviate le operazioni militari nello stato di Rakhine, nel nord del paese. La campagna dell’esercito è iniziata in seguito ad alcuni attacchi alle stazioni di polizia di confine da parte di militanti islamici di etnia Rohingya.

Nei mesi trascorsi da ottobre a maggio 2017, i gruppi di attivisti per i diritti umani e l’Osservatorio dell’Onu competente hanno intervistato centinaia di profughi e documentato episodi di esecuzioni di massa, violenze sessuali e altri atti illeciti commessi dall’esercito del Myanmar. In un rapporto pubblicato lo scorso febbraio, l’OHCHR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani) afferma che le forze di sicurezza hanno commesso atrocità talmente gravi che potrebbero essere considerate crimini contro l’umanità e attività di pulizia etnica. Su richiesta degli osservatori internazionali, la leader del Myanmar, Aung San Suu Kyi, già premio Nobel per la pace, aveva garantito delle indagini in merito, senza permettere che queste venissero effettuate in modo indipendente dai commissari dell’Onu.

L’esercito, martedì 23 maggio, ha pubblicato i risultati delle sue indagini, condotte dal capo delle forze armate, Aye Win, definendo le accuse “false e artefatte”. “Dei 18 capi d’accusa inclusi nel rapporto dell’Alto Commisariato, 12 sono risultati incorretti, mentre gli altri 6 sono accuse false e tendenziose basate su bugie e dichiarazioni inventante”, recita il rapporto dell’esercito redatto dalla squadra “True News” diffuso dai media statali.  Un soldato sarebbe stato condannato a un anno di prigione per aver preso indebitamente una motocicletta, senza conoscerne il proprietario.

Secondo i dati diffusi dall’esercito, i suoi inquirenti avrebbero intervistato 2875 persone in 29 villaggi, ma non viene specificato se questi fossero o meno di etnia Rohingya, l’etnia di maggioranza nello stato settentrionale di Rakhine.

Il popolo Rohinghya è una minoranza musulmana presente nello Stato di Rakhine nel Myanmar. Il gruppo etnico non è formalmente riconosciuto dal governo nazionale ed è perseguitato dal governo dello Stato di Rakhine. La continua violazione di diritti umani nei confronti della minoranza musulmana ha scatenato l’esodo di milioni di profughi verso i paesi del sud-est asiatico che comprendono soprattutto Indonesia, Malesia, Filippine e Thailandia.

Bambini Rohingya nello stato di Rahkine. Fonte: Wikipedia Commons

Bambini Rohingya nello stato di Rahkine. Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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