UN Refugee Agency alle autorità libiche: rilasciate i migranti costretti nei centri di detenzione

Pubblicato il 23 maggio 2017 alle 6:43 in Africa Libia

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La UN Refugee Agency ha chiesto alle autorità libiche di rilasciare i richiedenti asilo e i rifugiati che si trovano presso i centri di detenzione.

La richiesta è stata effettuata dopo la visita a Tripoli di Filippo Grandi, Alto Rappresentante per i rifugiati dell’Onu, il quale ha riferito di apprezzare che “il Governo di Accordo Nazionale (GNA) si preoccupi per la sicurezza del paese”, ma che potrebbero essere trovate nuove soluzioni per i migranti che scappano dai conflitti come in Siria e in Somalia. Migliaia di rifugiati, dopo essere fermati e ripresi dalle imbarcazioni volte a raggiungere le coste dell’Europa, vengono trattenuti in decine di centri in Libia. “Sono rimasto scioccato dalle gravi condizioni in cui si trovano i migranti che vengono obbligati a stare nei centri”, ha affermato Grandi, il quale ha aggiunto che “donne uomini e bambini che hanno già sofferto per aver abbandonato i propri paesi non dovrebbero essere soggetti a trattamenti così duri”.

La UN Refugee Agency si è assicurata che più di 800 rifugiati e richiedenti asilo venissero rilasciati nel corso dell’ultimo anno e mezzo. Grandi ha promesso di rafforzare la presenza dell’Onu in Libia se le condizioni di sicurezza lo permetteranno, in modo da offrire assistenza anche a migliaia di cittadini libici in difficoltà. “E’ arrivato il momento di aumentare la nostra presenza e le nostre attività nel paese”, ha dichiarato Grandi.

Secondo le stime dell’International Organization for Migration, nel 2016, l’82% delle imbarcazioni cariche di migranti dirette dal Nord Africa verso l’Europa sono partite dalla Libia. Il 4 febbraio 2017, l’Italia ha firmato un accordo sull’immigrazione con il GNA, stanziando 200 milioni di euro per avviare la collaborazione. Con tale patto, Roma e Tripoli mirano a intervenire per scoraggiare l’immigrazione clandestina e per rimandare i migranti illegali nei loro Stati di provenienza entro una settimana dopo il loro arresto. Successivamente, il 2 aprile, il governo italiano ha reso noto che 60 leaders tribali libici hanno firmato un accordo di pace, accettando di collaborare con le forze di sicurezza italiane per ridurre il flusso di migranti verso l’Europa.

Intanto, The Libya Observer ha riportato che il comandante della Operation Dignity, Fadal Al-Hasi è stato ucciso da un’esplosione a Bengasi, domenica, nel corso di scontri tra gruppi rivali locali. La Operation Dignity è stata lanciata nel maggio 2014 dal generale Khalifa Haftar, che sostiene il governo rivale di Tobruk, con lo scopo di combattere i militanti dell’ISIS a Bengasi e nell’area orientale del paese.

Filippo Grandi. Fonte: Wikimedia Commons

Filippo Grandi. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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