Trump in Israele e Palestina, colloqui separati con Netanyahu e Abbas

Pubblicato il 23 maggio 2017 alle 9:58 in Israele Medio Oriente

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Donald Trump, ieri, è giunto in visita ufficiale in Israele, dove rimarrà fino a questo pomeriggio, per poi dirigersi al Vaticano, terza tappa del primo viaggio all’estero nelle vesti di presidente americano.

Il leader statunitense è stato accolto dal primo ministro Benjamin Nethanyahu e dal presidente Reuven Rivlin, presso l’aeroporto Ben Gurion di Tel-Aviv. Nel corso dei saluti, Trump ha affermato che “ci sono nuove speranze di pace per il Medio Oriente”, e ha spiegato di aver scelto Israele come primo paese straniero da visitare per confermare il suo legame indissolubile con gli USA. Il presidente americano ha fatto riferimento anche all’Iran, dicendo che il suo paese, insieme ad Israele, non permetterà mai a Teheran di avere la bomba atomica. Dall’altra parte, Netanyahu ha riferito che anche il proprio Stato vuole la pace.

Successivamente, Trump si è recato in elicottero a Gerusalemme, dove ha colloquiato con Rivlin, ha passeggiato per la città vecchia e, infine, ha effettuato una visita privata presso il Muro del pianto. La sua delegazione non ha voluto che gli ufficiali israeliani fossero presenti. Trump è il primo leader americano a recarsi al Muro del pianto; i suoi predecessori, nonostante fossero andati in Israele, non avevano mai visitato tale luogo per via del suo significato politico, in quanto il Muro si trova a Gerusalemme est, la quale è stata occupata da Israele nel corso della Guerra dei sei giorni nel 1967, ma che è tutt’ora rivendicata dai palestinesi come loro capitale. In seguito, Trump ha incontrato nuovamente Nethanyahu presso il King David Hotel insieme alle rispettive mogli. Nel corso del meeting, il leader statunitense ha affermato di voler mediare il processo di pace tra Israele e la Palestina, senza però accennare alla modalità con cui tenterà di rilanciare i negoziati, che sono naufragati nel 2014. “Non è facile, so che è uno dei patti più difficili di sempre, ma ho la sensazione che ce la faremo”, ha riferito Trump subito dopo l’incontro. Per quanto riguarda la lotta al terrorismo e, in particolare, all’ISIS, il presidente americano ha detto di sperare che Israele si unica agli altri leaders musulmani. “Molte cose possono succedere ora, dobbiamo sconfiggere il terrorismo e contrastare la minaccia posta dall’Iran, il quale sta causando sofferenze e violenze”, ha affermato Trump.

Questa mattina, il leader americano ha incontrato il presidente della Palestinian Authority, Mahmoud Abbas a Betlemme, in Cisgiordania. Successivamente, tornerà a Gerusalemme per visitare lo Yad Vashem Holocaust Museum. Daoub Kuttab, autore di un articolo pubblicato su al-Monitor, ha spiegato che i palestinesi erano ansiosi di conoscere la visione del presidente americano riguardo alla risoluzione del conflitto arabo-palestinese. Durante la conferenza stampa congiunta, Abbas ha riferito che “è necessario costruire ponti tra i paesi, non muri”; dall’altra parte, Trump ha affermato di voler cooperare con il presidente palestinese e fornire supporto economico. Il leader statunitense ha aggiunto che la risoluzione del conflitto tra Israele e la Palestina riporterebbe la stabilità in Medio Oriente, ed ha colto l’occasione per condannare l’attacco di ieri sera alla Manchester Arena, dove sono morte 22 persone.

Ad avviso di Diana Buttu, un’avvocato palestinese ed ex consigliere della Palestine Liberation Oragnization, i commenti fatti da Trump durante il colloquio con Netanyahu riguardo al conflitto non sono promettenti. “E’ ora che il mondo ponga fine alle regole militari di Israele, […] Trump dovrebbe esercitare pressione sfruttando il sostegno finanziario multi-miliardario degli USA, ma non credo che succederà niente di positivo”, ha spiegato la Buttu.

Al-Jazeera English ha riportato che le forze israeliane hanno ucciso un adolescente palestinese che stava cercando di oltrepassare una barriera di sicurezza vicino a Betlemme, poco prima dell’arrivo di Trump. Il ragazzo è stato identificato essere Raed Ahmad Rdaydeh, 15enne di al-Ubeidiya, città che dista sei chilometri da Betlemme. Secondo le stime della Defense for Children International – Palestine (DCIP), Raed è l’ottavo ragazzo ad essere ucciso dalle forze di sicurezza israeliane quest’anno.

A sinistra, Melania Trump, a desta Donald Trump appena arrivati in Istaele. Fonte: White House gov

A sinistra, Melania Trump, a desta Donald Trump appena arrivati in Istaele. Fonte: White House gov

di Redazione

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