L’ISIS rivendica attacco suicida alla Manchester Arena

Pubblicato il 23 maggio 2017 alle 15:16 in Europa

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L’ISIS ha rivendicato l’attacco suicida alla Manchester Arena. Il gruppo terroristico ha rilasciato un comunicato online in diverse lingue, in cui spiega che “l’attentatore era un soldato del califfato”, e che più di 100 crociati sono stati uccisi o feriti durante un “concerto vergognoso”.

Ventidue persone sono morte, mentre alter 64 sono rimaste ferite in un attacco terroristico, avvenuto alla fine del concerto della pop-star Ariana Grande. I dispersi ammontano a 8.

Dalle prime ricostruzioni, sembra che l’attentato sia stato compiuto da un singolo uomo, il quale si sarebbe fatto esplodere. La polizia ha riferito che il caso “verrà trattato come un incidente terroristico fino a che non verranno confermate ulteriori informazioni”. L’esplosione è avvenuta intorno alle 22:30 locali presso uno spazio pubblico dell’arena, dove erano presenti circa 21,000 persone. Numerosi testimoni hanno riferito che il boato ha spaventato tutti i presenti, i quali hanno iniziato a scappare urlando. Tra le 22 vittime finora riportate ci sono diversi bambini. I feriti sono stati trasportati nei otto ospedali più vicini. Tutta la zona circostante all’arena è stata sigillata e messa in sicurezza. La polizia inglese sta indagando sulle dinamiche dell’attacco per scoprire se l’attentatore ha agito da solo o se è stato aiutato da complici.

La CNN riporta che fonti di intelligence americane sostengono che l’esplosione sia stata causata da un attacco suicida. Amber Rudd, della Homeland Security ha spiegato che tale attacco mirava a colpire i più vulnerabili della nostra società, ovvero i giovani ed i bambini radunati ad un concerto”, ed ha aggiunto che l’Inghilterra dovrebbe rimanere in allerta.

Intanto, la polizia inglese ha arrestato un 23enne accusato di avere legami con l’attentato di ieri sera alla Manchester Arena.

Questa mattina, la premier inglese Theresa May ha tenuto un meeting di emergenza per far luce sull’accaduto e prendere le dovute precauzioni di sicurezza.

Il 26 marzo, Khalid Masood, cittadino inglese 52enne nato a Dartford, nel Kent, e già noto alle autorità per aver commesso diversi atti di criminalità in passato, si è scagliato contro i pedoni sul ponte di Westminster a bordo di un suv, per poi abbandonare il veicolo e accoltellare un agente di polizia. Le vittime sono state 5, incluso l’attentatore.

Al-Arabiya English, inoltre, ha riportato che i seguaci dell’ISIS hanno festeggiato online l’accaduto. Accounts di Twitter affiliati all’organizzazione terroristica hanno utilizzato hashatgs relativi all’attentato, pubblicando post celebrativi e esortando a compiere simili azioni. Alcuni utenti jihadisti hanno descritto l’attacco come una vendetta a ciò che sta accadendo in Iraq e in Siria. “Sembra che le bombe dell’aviazione inglese contro i bambini di Mosul e Raqqa siano tornate indietro, #Manchester”, ha scritto un utente con il nome di Abdul Hagg, riferendosi alle città mediorientali dove sonbo in corso le operazioni della coalizione internazionale a guida USA contro i terroristi, di cui fa parte anche l’Inghilterra.

La May ha riferito che la polizia inglese è a conoscenza del nome del presunto attentatore, ma che non potrà rivelarlo fino a che non saranno chiare le dinamiche dell’attacco.

Concerto alla Manchester Arena. Fonte: Wikimedia Commons

Concerto alla Manchester Arena. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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