Paesi APEC, continueremo il TPP

Pubblicato il 23 maggio 2017 alle 11:30 in Asia

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Il Giappone e gli altri membri firmatari del Partenariato Transpacifico hanno deciso di portare avanti l’accordo anche senza la ratifica da parte degli Stati Uniti.

L’accordo di Partenariato Transpacifico (TPP) prevede la creazione di un’area di libero scambio tra i paesi che si affacciano sulle coste dell’Oceano Pacifico e include sia i paesi asiatici che quelli del continente americano. L’idea iniziale era quella di contrastare con l’unione la forza sempre più pressante della Cina nella regione, Pechino, infatti risulta esclusa dall’accordo che includeva, invece, gli Stati Uniti. L’accordo era stato siglato da 12 paesi dell’area del Pacifico, Cina esclusa, nel febbraio 2016. Il TPP era in attesa della ratifica ufficiale degli stati membri e puntava a migliorare l’interscambio economico tra gli stati, creando una sorta di area a regime doganale semplificato e ridotto simile, in una certa misura, al mercato unico europeo. A pochi giorni dalla sua entrata in carica come presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha deciso di non ratificare il TPP e anzi, di uscirne, in linea con il suo slogan “America First”.

I paesi membri dell’Associazione per la Cooperazione Economica dell’Asia Pacifico (APEC), riuniti nel forum annuale ad Hanoi, in Vietnam, hanno deciso di continuare a portare avanti il TPP anche senza gli Usa. Durante il forum di quest’anno, per la prima volta, i paesi dell’APEC non hanno raggiunto l’accordo sul comunicato congiunto che pubblicano ogni anno, per via dell’opposizione degli Stati Uniti sul fatto di includere la “lotta al protezionismo” tra i fini dell’Associazione.

Il forum APEC è il primo incontro tra i paesi membri da quando Donald Trump ha deciso di fare marcia indietro sugli accordi multilaterali per il libero scambio adducendo che questi erano causa di perdita di posti di lavoro negli Stati Uniti.

Gli 11 paesi APEC firmatari del TPP hanno deciso di continuare il progetto e capire come poterlo portare avanti senza gli Stati Uniti, ai quali sarebbe spettato un ruolo di leadership. Una decisione basata forse sulla speranza di un ripensamento da parte di Washington. Cosa che appare poco plausibile, visto che il nuovo rappresentante per il commercio degli USA, Robert Lighthizer, ha affermato che l’unica cosa plausibile era quella di creare una serie di accordi bilaterali.

“Spero di lavorare con i nostri partner commerciali per espandere il mercato delle esportazioni statunitensi e affrontare le disuguaglianze negli scambi”, ha affermato Lighthizer.

“Ci concentriamo su come possiamo proseguire con 11 paesi firmatari”, ha dichiarato il Ministro del Commercio della Nuova Zelanda, Todd McClay, tuttavia il totale del commercio tra  i paesi che restano nell’accordo è soltanto un quarto di quello che sarebbe potuto essere includendo gli Stati Uniti.

Foto di gruppo dei leader dei Paesi membri del TPP in occasione della sigla dell'accordo, febbraio 2016. Fonte: Wikipedia Commons

Foto di gruppo dei leader dei Paesi membri del TPP in occasione della sigla dell’accordo con gli Usa rappresentati dall’allora presidente Barak Obama, febbraio 2016. Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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