Giappone, legge anti-terrorismo riceve prima approvazione

Pubblicato il 23 maggio 2017 alle 21:09 in Asia Giappone

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La legge anti-terrorismo voluta dal premier del Giappone, Shinzo Abe, ha ricevuto la prima approvazione in parlamento. Si tratta di un progetto legislativo che mira a fermare tutti coloro che sono coinvolti in attività di pianificazione terroristica o membri della criminalità organizzata che suscita preoccupazione per eventuali violazioni dei diritti civili.

Il governo di Shinzo Abe, propositore della nuova legge anti-terrorismo, afferma che essa sia una misura necessaria per prevenire azioni terroristiche in vista delle Olimpiadi del 2020 che si svolgeranno in Giappone. I sostenitori della legge la vedono anche come un passo importante per attuare il trattato contro la criminalità organizzata transnazionale dell’ONU siglata dal Giappone nel 2000.

La camera bassa – o camera dei rappresentanti – ha approvato il progetto di legge presentato dal Primo Ministro martedì 23 maggio. Si tratta di una camera controllata a pieno dalla coalizione del premier. Il prossimo passo per l’approvazione completa sarà il voto della camera alta – o camera dei consiglieri – in cui Shinzo Abe gode comunque di un’ampia maggioranza.

Qualora la legge entrasse in vigore, gli inquirenti giapponesi potranno accusare un individuo o un’organizzazione di cospirazione a fini terroristici o ad altri fini criminosi. Sono in molti ad opporsi alla legge in Giappone, dai gruppi di tutela dei diritti umani agli accademici. Le ragioni della contestazione sono che la legge potrebbe divenire oggetto di abuso e sfociare in intercettazioni di cittadini innocenti o finire per punire attività protette dalla costituzione. Il testo di legge attuale è una versione già revisionata tre volte durante gli ultimi anni, proprio a causa delle preoccupazioni che desta.

Il progetto di legge che è stato approvato dal gabinetto di Abe nel mese di marzo prevede un minore numero di crimini rispetto alle versioni precedenti, ossia 270 contro i 600 inclusi precedentemente. Nonostante le revisioni, il progetto di legge è ancora ritenuto problematico perché lascia un’ampia libertà agli inquirenti di stabilire cosa rappresenti un’organizzazione criminale e cosa no, secondo la Japan Federation of Bar Associations.

Alcuni media del Giappone, secondo quanto riportato da ChannelNewsAsia, avrebbero paragonato l’attuale progetto di legge a quella per il mantenimento dell’ordine pubblico in vigore durante l’epoca della Seconda Guerra Mondiale. Si tratta di una legge che permetteva l’arresto degli ordinari cittadini per offesa politica, per aver esercitato i diritti sul lavoro o per attività sfavorevoli alla guerra.

Il parlamento del Giappone è noto come Dieta ed è composto da due camere: la Camera dei rappresentanti e la Camera dei consiglieri. Entrambe le camere della Dieta sono direttamente elette con un sistema di voto parallelo, cioè capita spesso che gli elettori siano chiamati a votare per una sola delle camere. Oltre che dell’adozione delle leggi, la Dieta è formalmente responsabile della scelta del primo ministro. La Camera dei rappresentanti conta 480 membri, eletti per un mandato di quattro anni. Di questi, 180 sono eletti negli undici collegi plurinominali con un sistema proporzionale, e 300 sono eletti in collegi uninominali. La Camera dei rappresentanti ha maggiori poteri rispetto alla Camera dei consiglieri in quanto, in caso di disaccordo su una proposta di legge fra le due, la Camera dei rappresentanti la può adottare mediante l’approvazione dei due terzi dei suoi membri. La Camera dei consiglieri ha ereditato le funzioni del periodo ante-guerra della Camera dei pari, l’equivalente giapponese della britannica Camera dei lord.

Il PM giapponese, Shinzo Abe. Fonte: en.kremlin.ru

Il PM giapponese, Shinzo Abe. Fonte: en.kremlin.ru

di Redazione

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