Cina e Filippine, polemiche sulle dichiarazioni dei leader

Pubblicato il 23 maggio 2017 alle 7:05 in Asia Cina

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Pechino e Manila hanno cercato di calmare i toni, dopo che la Cina aveva minacciato di entrare in guerra se le Filippine avessero estratto il petrolio dalle acque del Mar Cinese Meridionale. Queste dichiarazioni hanno suscitato forti polemiche nei confronti del presidente Duterte dai suoi oppositori politici.

Il presidente delle Filippine sta affrontando un grande ondata di criticismo in patria per quello che viene considerato un approccio troppo morbido nei confronti della Cina sulla disputa territoriale del Mar Cinese Meridionale. Il presidente della Cina Xi Jinping ha incontrato la sua controparte delle Filippine, Rodrigo Duterte, a Pechino in occasione del vertice sulla Nuova Via della Seta. Dall’incontro bilaterale è emerso che Xi Jinping ha avvertito Duterte che estrazioni di petrolio da parte di Manila nella striscia di mare contesa potrebbero portare al conflitto aperto con Pechino.

Il segretario agli esteri delle Filippine, Alan Peter Catalano, ha dichiarato che l’incontro tra i due leader si è svolto in un clima amichevole e franco ed è stato incentrato soprattutto sulla prevenzione del conflitto e non sulle minacce. “C’è stato un clima di mutuo rispetto e fiducia reciproca”, ha dichiarato Cayetano alla stampa. “Il contesto non era di minaccia reciproca di guerra. Il contesto era quello di comprendere come rendere stabile la regione e come prevenire il conflitto”, ha aggiunto cercando di calmare le acque dopo che i media avevano parlato di “guerra” nelle acque contese.

Pechino, da parte sua, ha ribadito la volontà di rafforzare la comunicazione con le Filippine e di condurre negoziati che includano tutti i paesi interessati alla disputa del Mar Cinese Meridionale. La portavoce del ministero degli esteri cinese, Hua Chunying, ha ricordato che la scorsa settimana è stato avviato il meccanismo di dialogo bilaterale sulle acque contese, senza fare riferimento aperto a quanto il presidente Xi Jinping avrebbe detto in sede di incontro bilaterale.

Duterte non ha toccato la questione durante la sua conferenza stampa prima di lasciare il paese alla volta della Russia, lunedì 21 maggio. I critici alla sua politica estera obiettano che il presidente avrebbe dovuto intraprendere una linea più dura nei confronti della Cina, dopo la vittoria dell’arbitraggio internazionale del 2016. La Corte Internazionale dell’Aia ha infatti emesso una sentenza favorevole alle rivendicazioni delle Filippine sul Mar Cinese Meridionale, ma la Cina non ha mai accettato il risultato dell’arbitraggio e ne contesta la legittimità. La sentenza riconosce un diritto di sovranità alle Filippine sulle acque contese, secondo il quale il paese può estrarre petrolio e gas naturale dai giacimenti offshore che rientrano nei limiti della sua Zona Economica Esclusiva. Il presidente Duterte non ha finora fatto pressioni particolari su Pechino per l’attuazione della sentenza e ha, anzi, cercato il dialogo politico per risolvere la disputa. Il capo della minoranza al senato di Manila, Frank Drilon, è fortemente contrario alla linea del presidente e ha dichirato che “non dovremmo permettere a nessun paese di prendersi gioco del nostro paese e di minacciarlo”.

Mentre i suoi oppositori politici auspicano il ritorno a una più stretta cooperazione militare con gli Stati Uniti, Duterte sta tentando di uscire da quella che considera una “servitù” del suo paese nei confronti degli Usa e si sta muovendo sempre di più verso la Cina e la Russia.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Incontro tra Duterte e Xi Jinping, Pechino. Fonte: Wikipedia Commons

Incontro tra Duterte e Xi Jinping, Pechino. Fonte: Wikipedia Commons

 

di Redazione

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