Cuba definisce “ridicolo” il messaggio di Donald Trump ai cubani in occasione del 20 maggio

Pubblicato il 22 maggio 2017 alle 13:14 in America Latina Cuba

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Sabato 20 maggio il Governo di Raúl Castro ha risposto per la prima volta con grande freddezza al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. In occasione delle celebrazioni del 20 maggio, data in cui fu instaurata la Repubblica di Cuba nel 1902, la Casa Bianca ha divulgato una lettera scritta dal Presidente “alla comunità cubano-americana e al popolo di Cuba” nella quale afferma che tale data “ci ricorda che il dispotismo crudele non può spegnere la fiamma della libertà nel cuore dei cubani”, sostenendo che “il popolo cubano merita un governo che sostenga pacificamente i valori democratici, la libertà economica, quella religiosa e i diritti umani”. “La mia Amministrazione è fermamente decisa a realizzare questa visione”, continua il comunicato.

Poche ore dopo, la televisione cubana ha trasmesso un comunicato ufficiale in risposta che definisce il messaggio di Trump come “ridicolo e scritto senza riflettere” e denuncia le “contraddittorie ed equivoche” dichiarazioni del “magnate milionario divenuto presidente” sia in politica estera che in politica interna.

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Il presidente statunitense, Donald Trump, e il presidente cubano, Raúl Castro. Fonte: CNN

Finora il Governo cubano era rimasto in silenzio di fronte alle critiche del presidente statunitense. Questo scontro verbale costituisce la prima controversia diretta tra i due paesi sotto la presidenza del repubblicano ed un brusco cambio di tono rispetto al periodo di normalizzazione diplomatica che L’Avana e Washington avevano avviato a dicembre del 2014 sotto la presidenza del democratico Barack Obama. Con Trump, il quale sia prima che dopo il suo trionfo elettorale di novembre aveva parlato della possibilità di fare dietrofront sulle decisioni prese dal suo predecessore in materia di riavvicinamento se prima a Cuba non fossero state rispettate le libertà dei cittadini, le relazioni bilaterali tra i due paesi si trovano attualmente in uno stato d’incertezza, in attesa che la Casa Bianca definisca con chiarezza la propria politica nei confronti dell’Isola.

Il potere politico cubano-americano, fedele alla posizione tradizionale dell’esilio di Miami nel chiedere a Washington di usare il pugno di ferro con L’Avana, spinge il presidente in questa direzione. Tuttavia, gli analisti affermano che difficilmente la sua Amministrazione si spingerà oltre la denuncia verbale espressa in diverse occasioni e passerà a misure più concrete, visto che la metà dell’elettorato cubano-americano appoggia il processo di normalizzazione dei rapporti e che molte imprese statunitensi nutrono importanti interessi economici in un potenziale riavvicinamento all’Isola.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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