Corea del Nord, 2 test missilistici in una settimana, condanna internazionale

Pubblicato il 22 maggio 2017 alle 13:06 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord afferma di aver testato con successo un missile balistico a raggio intermedio. Il missile soddisfa tutti i requisiti tecnici e può essere prodotto in larga scala, ha dichiarato la KCNA, affermando che Pyongyang sta ottenendo evidenti progressi nel suo progetto di colpire direttamente gli Stati Uniti.

La Corea del Nord ha lanciato un nuovo missile dalle sue coste orientali, domenica 21 maggio. Si tratta del secondo test di lancio effettuato nel giro di una settimana e di un’ulteriore provocazione a Stati Uniti e Corea del Sud. Il neo-eletto presidente di Seoul, Moon Jae-in, aveva auspicato una politica di conciliazione con il nord e il ritorno al dialogo, ma le sue speranze sembrano ora vane, secondo i media sudcoreani.

Kim Jong-un, il leader maximo, di Pyongyang, ha fatto da supervisore diretto all’ultimo test del missile Pukguksong-2 che sembra aver confermato la sua affidabilità nel gestire la testata nucleare e il buon funzionamento del suo motore a carburante solido, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale della Corea del Nord, la KCNA. Il Pukguksong-2 può ora essere prodotto in larga scala ed essere consegnato all’esercito per divenirne un’unità strategica, avrebbe dichiarato il leader, secondo l’agenzia. Il nuovo missile ha coperto una distanza di 500 km in volo, raggiungendo i 560 km di altitudine, secondo le informazioni diffuse dall’esercito della Corea del Sud. L’utilizzo di un carburante solido presenta diversi vantaggi per gli armamenti poiché è più stabile e può essere trasportato e preparato al lancio anche con breve preavviso.

Pyongyang sta portando avanti il suo programma nucleare e missilistico nonostante le risoluzioni delle Nazioni Unite che lo vietano espressamente e ignorando anche le richieste del suo unico alleato, la Cina. Kim Jong-un è convinto di aver bisogno di armi nucleari e missilistiche per difendersi dall’imminente aggressione da parte degli Stati Uniti di cui le esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud sarebbero la prova. Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si riunirà martedì 23 maggio a porte chiuse per discutere di quest’ultimo test di lancio su richiesta di Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud, secondo quanto dichiarato dai diplomatici.

L’ulteriore provocazione proveniente da Pyongyang è probabilmente destinata ad alterare il piano del nuovo presidente sudcoreano, Moon Jae-in, di creare un clima di distensione e di revisionare il problema del THAAD. Si tratta di un sistema di difesa anti-missile di foggia statunitense in grado di intercettare un missile nella sua ultima fase di volo e di colpirlo ed è stato installato in Corea del Sud e divenuto operativo all’inizio del mese di maggio 2017. L’installazione del THAAD e dei suoi potenti radar ha suscitato l’indignazione e l’opposizione della Cina che lo reputa una causa di ulteriore instabilità nella regione e che teme possa lederne la sicurezza interna. Moon Jae-in aveva annunciato di voler rivedere la necessità del THAAD, qualora Pyongyang si fosse mostrata disponibile al dialogo, ma i nuovi test di lancio potrebbero modificare la sua posizione.

La Corea del Nord ha più volte dichiarato di voler sviluppare una tecnologia missilistica in grado colpire gli Stati Uniti, secondo alcuni esperti potrà essere in grado di farlo non prima del 2030, ma la KCNA dichiara che gli ultimi due test conclusi con successo rendono possibile già colpire le Hawaii o l’Alaska.

Il Giappone ha condannato fortemente il nuovo test di lancio di domenica 21 e ha affermato di non essere disposto ad accettare alter provocazioni. “Crediamo sia importante ridurre i guadagni denominati in valuta estera della Corea del Nord ed evitare che possano giungerle tecnologie utilizzabili per il programma nucleare o missilistico”, ha dichiarato il segretario di gabinetto del governo del Giappone, lunedì 22 maggio.

La Cina ha rinnovato la sua condanna e la sua opposizione alle azioni di Pyongyang che violano le risoluzioni delle Nazioni Uniti. La portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Hua Chunying, ha ribadito che Pechino considera la situazione della penisola coreana molto complessa e delicata, per questo chiede a tutte le parti coinvolte di mantenere il controllo ed evitare provocazioni reciproche che possono aumentare ancora di più la tensione. Pechino è pronta a impegnarsi per farsì che si ritorni alla giusta via del dialogo.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Il Pukguksong-2, lanciato dalla Corea del Nord domenica 21  maggio. Fonte: KCNA

Il Pukguksong-2, lanciato dalla Corea del Nord domenica 21 maggio. Fonte: KCNA

di Redazione

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