Ankara chiede le dimissioni del comandante che dirige la coalizione USA in Siria

Pubblicato il 21 maggio 2017 alle 6:44 in Medio Oriente Turchia

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La Turchia vorrebbe che il diplomatico americano Brett McGurk, il quale coordina la coalizione internazionale che bombarda l’ISIS in Siria, venisse rimosso, perché accusato di sostenere le milizie curdo-siriane.

Tale richiesta, effettuata giovedì, è arrivata in un momento delicato per le relazioni tra USA e Turchia, le quali hanno posizioni diverse nei confronti delle People’s Protection Units (YPG), il braccio armato delle Syrian Democratic Forces (SDF) che appoggiano Washington nelle offensive contro i terroristi. Mentre Ankara le considera un’organizzazione terroristica come il Kurdistan Workers’ Party (PKK), gli USA sono convinti che i combattenti curdo-siriani giochino un ruolo chiave per l’imminente liberazione di Raqqa, principale roccaforte dell’ISIS in Siria.

McGurk sta dando troppo appoggio al PKK e alle YPG, sarebbe necessario rimuoverlo”, ha affermato il ministro degli esteri turco, Mevlut Cavusoglu, nel corso di un’intervista televisiva. Tuttavia, gli USA hanno respinto subito la richiesta, pubblicando un comunicato in cui la portavoce del Dipartimento di Stato, Heather Nauert, riferisce che “McGurk ha il totale supporto del segretario di Stato Rex Tillerson e del presidente Donald Trump”, e che “il diplomatico statunitense sta dirigendo la coalizione con risultati significativi nella lotta contro l’ISIS”. L’anno scorso, McGurk ha visitato alcuni membri delle YPG che controllavano la città siriana di Kobane, scatenando la reazione della Turchia. Erdogan, non a caso, chiese a Washington di “scegliere tra Akara ed i terroristi”.

Dal momento che, il 10 maggio, Trump ha inviato l’invio di armi alle YPG, Ankara sta esortando gli USA a cambiare idea. Tuttavia, il 19 maggio, in occasione della visita di Erdogan alla Casa Bianca, i due leaders non hanno affrontato concretamente la questione, concludendo un incontro che è stato definito da Cengiz Candar, in un articolo pubblicato su al-Monitor, “la visita presidenziale più insoddisfacente mai effettuata a Washington”. Erdogan aveva affermato che l’incontro con Trump avrebbe segnato una nuova pietra miliare dei rapporti tra Turchia e USA. Al contrario, ad avviso di Cengiz Candar, il dialogo tra i due leaders è stato un fallimento, dal momento che è durato poco meno di mezz’ora, durante la quale le questioni più calde non sono state affrontate in modo esaustivo, quando sarebbe stata un’ottima occasione per dialogare. L’unico aspetto rilevante della visita è stata un’affermazione di Erdogan, il quale ha riferito che la Turchia non si sarebbe unita all’offensiva per liberare Raqqa dall’ISIS per via della presenza delle YPG. “Dal momento che gli USA tengono molto alla missione per riconquistare la città siriana, ho augurato a Trump buona fortuna”, ha spiegato il presidente turco, aggiungendo che, nel caso in cui le YPG attaccassero la Turchia, questa agirebbe unilateralmente.

Brett McGurk. Fonte: Flickr

Brett McGurk. Fonte: Flickr

di Redazione

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