Trump è giunto in visita ufficiale in Arabia Saudita

Pubblicato il 20 maggio 2017 alle 6:54 in Arabia Saudita Medio Oriente

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Il presidente americano, Donald Trump, ieri, è giunto in visita ufficiale a Riyad.

L’Arabia Saudita è la tappa iniziale del primo tour all’estero effettuato dal leader statunitense, il quale si recherà poi in Israele, al Vaticano, a Bruxelles per un incontro con i vertici dell’Unione Europea e il Summit NATO e, infine, a Taormina per il G7. Impaziente di ricevere Trump, il regno saudita spera di approfondire le relazioni bilaterali con gli USA, caratterizzate da tensioni nel corso della precedente amministrazione di Barack Obama. Nonostante il viaggio del presidente degli Stati Uniti avvenga in un momento turbolento per la politica nazionale americana, dove le proteste contro di lui stanno aumentando, la Casa Bianca sostiene che Trump riferirà ai sauditi di sperare in “una visione pacifica dell’Islam”, chiedendo il sostegno nella lotta contro l’islamismo radicale. Dall’altra parte, anche gli ufficiali dell’Arabia Saudita sperano di concludere con gli USA un nuovo importante accordo sulle armi dal valore di 100 miliardi di dollari. Inoltre, il consigliere nazionale americano, H.R. McMaster, durante una conferenza stampa alla Casa Bianca martedì, ha riferito che “il suo paese prenderà parte ad una cerimonia per firmare diversi accordi che rafforzeranno la cooperazione nel campo della sicurezza e dell’economia con l’Arabia Saudita“.

Dopo essere atterrato a Riyad e aver colloquiato con il sovrano saudita Salman bin Abdulaziz al Saud, Trump parteciperà ad un meeting con gli altri membri della casa reale, tra cui l’erede al trono Muhammad bin Naif, e il vice principe Mohammed bin Salman. Ieri sera, invece, il presidente americano ha preso parte ad una cena ufficiale con tutto il resto della famiglia reale saudita. Domani mattina, Trump colloquierà con gli altri leaders del Gulf Cooperation Council (GCC), mentre lunedì incontrerà 50 capi di Stato arabi e islamici. È previsto che il presidente americano tenga un discorso diretto ai leaders arabi, esortandoli a lottare contro l’ideologia radicale e verso una visione pacifica dell’Islam in tutto il mondo. Ad avviso di McMaster, le parole di Trump mireranno a unire il mondo islamico contro i nemici comuni, dimostrando l’impegno degli USA a sostenere i propri partners islamici.

Nonostante il presidente americano, nel corso della propria campagna elettorale e all’inizio della presidenza, avesse utilizzato una retorica ostile all’Islam e ai musulmani, gli analisti sostengono che la sua visita a Riyad rappresenti un’opportunità per presentarsi ai leaders del mondo musulmano, e  soprattutto per contrastare la potenza regionale rivale iraniana. Non a caso, la scelta di visitare l’Arabia Saudita come prima tappa ha il significato di presentare il paese del Golfo come il punto focale del mondo islamico. Oltre che a controbilanciare le mire espansionistiche iraniane ed assicurarsi che Teheran rispetti il patto nucleare, gli USA e l’Arabia Saudita hanno concordato di voler eliminare l’ISIS ed il terrorismo in Yemen e in Afghanistan.

Le relazioni tra gli Washington e Riyad risalgono al 1930, quando le compagnie americane scoprirono i giacimenti petroliferi nel paese del Golfo, rafforzando poi, nel corso degli anni ’50, i legami militari. Ad avviso di Ibrahim al-Hatlani, autore di un articolo pubblicato su al-Monitor, gli ufficiali sauditi vedono nella visita di Trump un’opportunità per estendere e rafforzare la propria influenza in tutto il Medio Oriente.

Donald Trump, presidente degli USA. Fonte: Flickr

Donald Trump, presidente degli USA. Fonte: Flickr

di Redazione

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