Brasile: il presidente Temer a un passo dalla destituzione

Pubblicato il 20 maggio 2017 alle 6:04 in America Latina Brasile

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Il Tribunale Supremo di Brasilia ha autorizzato un’indagine sul Presidente Michel Temer, accusato di corruzione da un imprenditore coinvolto nel caso Odebrecht. Abbandonato dagli alleati Temer, contro cui sono state presentate 12 richieste di impeachment, ha annunciato che non si dimetterà.

Il presidente del Brasile Michel Temer. Fonte: Wikimedia Commons

Il presidente del Brasile Michel Temer. Fonte: Wikimedia Commons

Michel Temer è al centro di una trama di corruzione, riciclaggio di denaro nero e storno di fondi – queste le accuse rivolte al Presidente del Brasile da Joseley Batista, magnate dell’alimentazione e proprietario della JBS, una delle maggiori imprese alimentari del mondo, valutata circa 50 miliardi di reais (13,5 miliardi di euro).  Temer avrebbe inoltre comprato il silenzio dell’ex presidente della Camera, Eduardo Cunha, per bloccare la mani pulite brasiliana.

Sulla base di queste accuse la Corte Suprema Federale ha autorizzato un’indagine sulle attività del Presidente, anteriori alla sua nomina alla guida del paese. La decisione dei magistrati ha causato un terremoto politico immediato. Sono 12, finora, le richieste di impeachment del Presidente, che hanno raccolto le firme di 156 dei 594 parlamentari brasiliani.

Temer ha annunciato che non si dimetterà, ma anche alcuni deputati e senatori di tre partiti della coalizione di governo (socialdemocratici, popolari e democratici) hanno firmato le richieste di impeachment. Nello scandalo è coinvolto anche il principale alleato di Temer, il leader del partito socialdemocratico Aecio Neves.

Manifestazioni spontanee contro il presidente, finora di modesta entità, stanno avendo luogo in tutto il paese. A Rio la polizia militare ha lanciato lacrimogeni e bombe gas contro i manifestanti. L’ex presidente Fernando Collor de Mello, deposto nel 1992 con accuse simili a quelle di Temer, ha lanciato un appello alla moderazione ricordando che le istituzioni brasiliane sono forti e che le due camere sono capaci di trovare vie d’uscita dalla crisi.

Neanche un anno dopo le procedure parlamentari che hanno portato alla destituzione di Dilma Rousseff, il Brasile si appresta a vivere di nuovo una crisi politica di ampia portata. La borsa di San Paolo ha subito il peggior crollo degli ultimi dieci anni e lo scorso 18 maggio è stata costretta e interrompere le quotazioni appena venti minuti dopo l’apertura.

Traduzione dal portoghese e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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