Caso Odebrecht: arrestato in Perù l’ex governatore di Cusco

Pubblicato il 19 maggio 2017 alle 16:18 in America Latina Perù

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Ancora un altro nome nella fitta trama di corruzione e riciclaggio del caso Odebrecht che negli ultimi mesi ha scosso l’intera America Latina. Jorge Acurio Tito, ex governatore della città peruviana di Cusco dal 2011 al 2013, è stato arrestato nella giornata di mercoledì 17 maggio e trasferito poco ore dopo a Lima, dove verrà processato per i reati di abuso di ufficio e riciclaggio di denaro.

In concreto, l’ex governatore peruviano è accusato di aver ricevuto tangenti per un valore di 3 milioni di dollari dal colosso brasiliano Odebrecht, in cambio della concessione di un appalto per il rifacimento dell’autostrada che va da Cusco a Puno.

Stando alla denuncia della Procura peruviana, nel 2012 l’allora governatore Acurio si sarebbe riunito con un alto funzionario della Odebrecht assicurandogli la concessione dell’appalto in cambio del pagamento di una percentuale. Al fine di allontanare possibili sospetti, avrebbe anche proposto di includere nel bando di gara una serie di requisiti tecnici ed economici che avrebbero favorito senza dubbio l’impresa brasiliana. In cambio, la Odebrecht avrebbe corrisposto al governatore il 3% del valore dell’appalto (circa tre milioni di dollari).

Odebrecht. Fonte: BBC

Odebrecht. Fonte: BBC

Informato dal suo rappresentante, Jorge Barata —ex dirigente della Odebrecht in Perù— fu la persona incaricata di effettuare i pagamenti, che sarebbero avvenuti tramite versamenti al Banco Crèdit Andorrà su un conto intestato alla compagnia offshore Wircel S. A., per un totale di 1 milione e 250 mila dollari. Come conseguenza, i requisiti del bando di gara per il rifacimento del manto stradale del tratto che collega le città peruviane di Cusco e Puno furono modificati, indicando che i partecipanti dovevano essere in possesso di “disponibilità economica” e “lunga esperienza nel settore”. Il 1 marzo 2013 la Odebrecht si aggiudicò l’appalto.

I pagamenti sul conto di Acurio furono gestiti da Gustavo Fernando Salazar Delgado, ex dirigente della compagnia di assicurazioni La Positiva. Per giustificarli fu necessaria la stesura di contratti fittizi da parte dell’avvocato José Francisco Zaragoza Arias. Alla luce dei fatti, saranno processati anche Zaragoza Arias e Salazar Delgado.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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