La Cina preme sull’Argentina affinché rispetti gli accordi firmati da Kirchner

Pubblicato il 18 maggio 2017 alle 6:07 in America Latina Argentina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La visita di stato del Presidente dell’Argentina a Pechino si svolge in un clima “difficile” a causa del mancato rispetto da parte del nuovo governo di Buenos Aires degli accordi firmati dalla precedente amministrazione.

Le delegazioni di Cina e Argentina a Pechino. Fonte: panorama

Le delegazioni di Cina e Argentina a Pechino. Fonte: panorama

Il Presidente argentino Mauricio Macri è giunto a Pechino per una visita di stato di quattro giorni nel corso della quale incontrerà l’omologo cinese Xi Jinping, le massime cariche della Repubblica Popolare ed esponenti del mondo imprenditoriale.

La Cina pretende che Buenos Aires rispetti gli accordi firmati dall’amministrazione Kirchner – ha dichiarato Carlos Spadone, presidente della Camera di Commercio Sino-Argentina – con i cinesi bisogna mantenere gli impegni. Secondo l’ente presieduto da Spadone sono a rischio investimenti cinesi in Argentina per 30 miliardi in ambito di energia e infrastrutture.

Obiettivo della visita di Macri è limare le differenze, ridurre la tensione e riattivare gli investimenti di Pechino nel paese sudamericano. La Cina, come misura di pressione, ha sospeso l’acquisto della soia argentina, rivolgendosi al vicino Brasile, nonostante i prezzi più cari imposti dal governo di Brasilia.

Oggetto principale del contendere sono le due centrali idroelettriche a capitale cinese progettate nella provincia di Santa Cruz, feudo della famiglia Kirchner, e bloccate dalle indagini della magistratura su presunte irregolarità negli appalti. Il governo, inoltre, nutre dubbi sulle reali capacità delle centrali e sul rispetto dei tempi di consegna. Lo stop alle centrali ha incontrato il favore dei gruppi ambientalisti, che renderebbero difficile una marcia indietro di Macri.

Altri punti di frizione sono i cantieri Belgrano Cargas, in cui il socio delle aziende cinesi è Franco Macri, padre del Presidente, e l’importazione di materiale di costruzione dalla Cina nelle opere aggiudicate a imprese del paese asiatico. La legislazione argentina impone alle imprese straniere operanti nel paesi di comprare almeno il 21% dei materiali nel paese, il che farebbe salire i costi previsti dalle aziende cinesi.

La bilancia commerciale è chiaramente favorevole a Pechino, secondo partner commerciale dell’Argentina dopo il Brasile. La Cina rappresenta l’origine del 20% delle merci importate da Bueno Aires, e la destinazione di appena l’8% dei prodotti argentini.

L’unica arma negoziale in possesso di Macri è la riapertura del mercato argentino dopo gli anni del protezionismo di Néstor e Cristina Kirchner. Il rinnovato interesse di imprese statunitensi, canadesi ed europee per l’Argentina potrebbe essere la chiave per ridurre la pressione e le – pur legittime – pretese di Pechino.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Articoli correlati

America Latina Messico

Il terremoto riavvicina USA e Messico

Il terremoto che ha colpito il Messico ha dato il via alla solidarietà internazionale e riavvicinato Washington al vicino meridionale

America Latina Perù

Crisi politica in Perù: Mercedes Araoz nuova premier

Lo scontro tra il governo del presidente Kuczynski e la maggioranza parlamentare vicina all’ex dittatore Alberto Fujimori sul tema dello studio della teoria gender nelle scuole ha portato alla sfiducia del premier Zavala e alla nomina di un nuovo governo più affine al fujimorism

America Latina America centrale e Caraibi

Puerto Rico: preoccupazione per l’uragano Maria

Dopo l’uragano Irma, la nuova tempesta tropicale che ha colpito le Antille minori e si appresta a colpire Puerto Rico si chiama Maria. Il premier di Dominica salvato in elicottero

America Latina Brasile

Brasile: il ministro dell’agricoltura sotto accusa

Un altro ministro del governo Temer sotto inchiesta: si tratta del titolare dell’agricoltura Blairo Maggi, per reati commessi durante i suoi mandati di governatore del Mato Grosso

Cuba USA e Canada

CUBA: AMBASCIATA USA VERSO LA CHIUSURA?

Il segretario di stato Tillerson ammette che sta valutando la chiusura della sede diplomatica riaperta da appena due anni a causa degli attacchi acustici che hanno causato la sordità di alcuni diplomatici nordamericani

America Latina Venezuela

VENEZUELA: L’AMERICA LATINA DEVE AGIRE

Le potenze regionali devono intervenire diplomaticamente in Venezuela prima che lo facciano attori esterni, scongiurando così quanto accaduto a Cuba nel 1959


Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.