Escalation della violenza nella Repubblica Centrafricana

Pubblicato il 17 maggio 2017 alle 8:38 in Africa Repubblica Centrafricana

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Più di 100 persone sono state uccise tra il 7 e il 9 maggio nel sud del paese a causa dell’inasprimento della violenza tra le milizie rivali. La guerra è di matrice etnico-religiosa.

L’aumento della violenza nel corso degli ultimi mesi rappresenta un’escalation del conflitto iniziato nel 2013 quando i militanti della fazione “Seleka”, di religione musulmana, hanno conquistato il potere spodestando il presidente Francois Bozize. Da allora sono scoppiati i conflitti tra la fazione Seleka e Anti-balaka, milizie cristiane formatesi dopo il colpo di stato del 2013. Dal significato del termine si comprende il loro scopo. Il termine “laka” si riferisce agli AK-47. Gli Anti-balaka sono quindi coloro che si oppongono a chi usa gli AK-47, ovvero i musulmani.

Gli scontri tra le due milizie si sono intensificati lunedì 15 maggio nella città di Bria, forzando circa 1.000 civili a rifugiarsi nella base ONU situata a Bangassou.

L’ospedale di Medici senza Frontiere della città di Bria ha ricevuto circa 24 persone gravemente ferite la mattina di martedì 16 maggio mentre i combattimenti stavano ancora continuando. Il numero delle vittime è difficile da stimare poiché gli scontri sono avvenuti in una zona remota e gli attacchi non sono ancora terminati.

Il portavoce del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric, ha dichiarato che circa 100 persone sono state uccise tra il 7 e il 9 maggio nella città di Alindao durante uno scontro tra la milizia Anti-balaka e alcuni ex-membri della fazione Seleka.

Nella città Bangassou, situata al confine con la Repubblica Democratica del Congo, le truppe della missione MINUSCA hanno catturato alcuni siti strategici dopo un attacco aereo avvenuto lunedì 15 maggio. Durante la missione sono stati ritrovate 26 persone uccise durante i combattimenti. Il Generale della missione, Bala Keita, ha dichiarato che “il peggio è passato”, dopo che le truppe hanno conquistato il territorio e stanno continuando a condurre operazioni di pattugliamento.

Secondo l’agenzia dell’ONU per i rifugiati, la violenza nella città di Bangassou ha spinto circa 2.750 persone a oltrepassare il confine per chiedere asilo in Congo. Tuttavia, la missione MINUSCA ha dichiarato che la situazione sul confine della città di Bangassou è sotto controllo dopo l’attacco.

Soldato della Repubblica Centro Africana. Fonte: Flickr

Soldato della Repubblica Centro Africana. Fonte: Flickr

di Redazione

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