India, grande assente al vertice di Pechino

Pubblicato il 16 maggio 2017 alle 15:15 in Asia India

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L’India ha deciso di non partecipare al vertice per la Nuova Via della Seta organizzato a Pechino per rafforzare i legami economico-commerciali e la cooperazione con il resto del mondo. Questa decisione potrà creare nuovi attriti tra Cina e India.

Sono 29 i capi di stato e di governo ad essere giunti a Pechino per partecipare al vertice indetto da Xi Jinping per promuovere ulteriormente il suo grande progetto Nuova Via della Seta (Belt and Road Initiative), iniziato nel 2013 e mirato a creare collegamenti e cooperazione tra la Cina e il resto del mondo, in particolare tutti quei paesi asiatici, europei e africani che sono posti lungo le tante rotte dell’antica via della seta. Il portavoce del Ministero degli Esteri dell’India, senza annunciare un boicottaggio formale, ha espresso preoccupazione per il progetto Nuova Via della Seta e ribadito l’opposizione dell’India alla creazione del corridoio economico Cina-Pakistan. Si tratta di uno dei maxi progetti infrastrutturali sotto l’egida della Nuova Via della Seta mirato a creare collegamenti stradali, ferroviari e cooperazione in materia di produzione energetica tra Cina e Pakistan, passando per la regione contesa del Kashmir.

“Guidati dalla nostra posizione su tutta la questione, abbiamo chiesto alla Cina di aprire un dialogo sulla sua iniziativa che mira all’interconnessione. Siamo in attesa di una risposta positiva dalla Cina”, ha dichiarato il portavoce della diplomazia di New Delhi, Gopal Baglay, in un comunicato stampa diffuso sabato 13 maggio.

“Riguardo al cosiddetto “Corridoio Economico Cina-Pakistan” che fa parte del progetto bandiera Nuova Via della Seta, la comunità internazionale conosce bene la posizione dell’India. Nessun paese può accettare un progetto che ne ignora le preoccupazioni principali in merito alla sovranità e alla integrità territoriale”, ha continuato Baglay.

Il Corridoio Economico Cina-Pakistan attraversa le regioni di Gilgit e Batistan, nel Kashmir sotto l’amministrazione del Pakistan, ma rivendicato dall’India. I due paesi confinanti sono in conflitto sulla gestione del Kashmir dal 1947. L’India è preoccupata perché il corridoio economico lungo 3 mila km terminerà nel porto strategico di Gwadar, in Pakistan. New Delhi teme che il porto potrebbe diventare una vera e propria base navale della Cina posta proprio di fronte alla sua marina.

Durante il 2016 le tensioni tra India e Cina sono state molteplici. La Cina si è opposta all’ingresso di New Delhi nel Nuclear Suppliers Grouo (NSG) – il gruppo di paesi fornitori di energia nucleare – e ha posto il suo veto in sede di Consiglio di Sicurezza Onu per fermare un’azione contro il leader militante Masood Azhar, basato in Pakistan. L’India, a sua volta, ha permesso al capo spirituale del buddismo tibetano, il Dalai Lama, di visitare la regione contesa di Arunachal Paredesh, rivendicata da Pechino.

Nonostante gli attriti, l’India era stata invitata formalmente a prendere parte al vertice in Cina, ma New Delhi crede che “le iniziative di interconnessione devono essere basate su norme internazionali universalmente riconosciute, sulla buona governance, lo stato di diritto, l’apertura, la trasparenza e l’equità. Devono essere principi di responsabilità finanziaria per evitare progetti che possano generare debiti non sostenibili per i diversi paesi e comunità”, ha concluso il portavoce della diplomazia indiana.

L’India fa parte dei critici al progetto di Xi Jinping e reputa che la Belt and Road Initiative sia solo una bandiera dietro la quale si nascondono le mire espansionistiche della Cina. Pechino vorrebbe ampliare la sua influenza, soprattutto economico-finanziaria, fuori dai suoi confini nazionali senza rispettare l’integrità territoriale degli altri paesi. Si tratta di critiche che stridono con l’inno alla cooperazione, all’apertura, alla pace e all’inclusione pronunciato dal presidente della Repubblica Popolare Cinese all’apertura del vertice a Pechino, domenica 14 maggio.

Rappresentazione grafica del Corridoio Economico Cina-Pakistan che collega il Xinjiang al porto di Gwadar

Rappresentazione grafica del Corridoio Economico Cina-Pakistan che collega il Xinjiang al porto di Gwadar

di Redazione

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