Ammutinamento dell’esercito nella città di Bouake in Costa d’Avorio

Pubblicato il 15 maggio 2017 alle 6:44 in Africa Costa d'Avorio

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Le truppe dell’esercito nazionale, in segno di protesta contro il governo riguardo una disputa salariale, hanno assediato la seconda città più grande della Costa d’Avorio, Bouake, sabato 13 maggio.

La rivolta nella città di Bouake è scoppiata venerdì 12 maggio con le stesse modalità avvenute nel gennaio 2017 quando lo stesso gruppo di soldati ha paralizzato parte del paese prendendo d’assedio la stessa città di Bouake.

I soldati hanno preso d’assedio il quartier generale dell’esercito nazionale e il Ministero della Difesa nel centro della capitale commerciale Abidjan. Poi l’escalation della violenza. I soldati hanno bloccato le strade intorno alla città di Bouake, l’epicentro della rivolta di gennaio. Le proteste sono scoppiate in tutto il paese. Nella città di Khorogo due uomini sono stati feriti alle gambe mentre cercavano di scappare da un posto di blocco dei soldati. Nella città di Bouake i soldati hanno sparato a un gruppo di “ribelli”, ferendone uno gravemente.

La maggior parte dei soldati ammutinati erano ex-ribelli che hanno contribuito a portare al potere l’attuale presidente Alessane Ouattara. Il portavoce dei soldati, il sergente Seydou Kone, ha dichiarato che: “Noi non vogliamo negoziare con nessuno… Siamo pronti a combattere se veniamo attaccati… non abbiamo niente da perdere”.

Il governo ha indetto una riunione d’emergenza e ha dichiarato che non negozierà con le truppe ammutinate. Tramite una dichiarazione trasmessa dalla televisione statale il generale Sekou Toure, capo dello staff dell’esercito, ha minacciato i soldati con severe sanzioni se non avessero terminato immediatamente la rivolta. Il Ministro della difesa della Costa d’Avorio e il portavoce del governo non hanno ancora commentato l’accaduto.

Il governo, dopo la rivolta di gennaio, aveva promesso ai soldati dei pagamenti extra per alleviare le tensioni. Tuttavia i pagamenti sono stati bloccati a causa di una crisi finanziaria causata dal crollo del prezzo del cacao, la principale esportazione della Costa d’Avorio. Il presidente ha infatti dichiarato che il paese sta affrontando un periodo difficile.

A seguito dell’ammutinamento di gennaio, il governo aveva accettato l’accordo che prevedeva l’amnistia per gli ammutinati e la concessione di 12 milioni di Franchi CFA ($19.950). I soldati hanno ricevuto 5 milioni di franchi ($8.370) nel gennaio 2017, e avrebbero dovuto ricevere il restante dei soldi nel mese di maggio 2017.

Kone ha dichiarato di voler avere tutti i 7 milioni di franchi CFA che gli sono stati promessi. Inoltre ha aggiunto che i militari sono attivi nelle città di Korhogo, Daloa, Man e Bondoukou. I residenti della città di Bouake hanno detto che tutti i negozi sono stati chiusi dopo che i soldati hanno iniziato a sparare in aria colpi di armi da fuoco e hanno iniziato a pattugliare le strade.

La Costa d’Avorio, una delle economie mondiali con la crescita più rapida, è stata protagonista di una guerra civile durata circa 10 anni scoppiata a seguito di un fallito attentato per spodestare l’ex presidente Laurent Gbagbo. La guerra ha diviso l’ex colonia francese tra ribelli e alleati del governo. Da allora persistono divisioni profonde, soprattutto all’interno dell’esercito che è composto da ex ribelli e combattenti lealisti. Gbagbo è stato forzato a lasciare il potere nel 2011 dopo essersi rifiutato di accettare la vittoria del presidente Ouattara alle elezioni presidenziali del 2010.

Militari della Costa d'Avorio. Fonte: Wikimedia Commons.

Militari della Costa d’Avorio. Fonte: Wikimedia Commons.

di Redazione

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