Proteste contro la corruzione in Tunisia

Pubblicato il 14 maggio 2017 alle 8:07 in Africa Tunisia

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Più di 2.000 persone sono scese in piazza per protestare contro il disegno di legge che concede l’amnistia agli imprenditori accusati di corruzione durante il regime di Ben Ali.

La manifestazione contro il disegno di legge che vede “perdonati” gli imprenditori corrotti durante il regime di Ben Ali, è stata organizzata, sabato 13 maggio, nella capitale Tunisi. I manifestanti sostengono che il disegno di legge contraddice lo spirito della rivoluzione tunisina del 2011 che ha spodestato Ben Ali.

I manifestanti, accompagnati dai leader dell’opposizione e da numerosi attivisti, hanno sollevato striscioni con scritto: “No al perdono”; “Troppa corruzione”. Il manifestante Sabra Charifa ha dichiarato a Reuters: “Oggi i difensori della rivoluzione sono qui… non possiamo accettare l’insabbiamento della corruzione”.

Tuttavia, esponenti del governo hanno dichiarato che il perdono è un mezzo per far tornare, nelle casse dello Stato, i soldi rubati dagli imprenditori. Gli imprenditori dovranno ridare indietro la somma che è stata rubata allo Stato senza essere perseguiti legalmente.

Non è ancora chiaro quanti soldi sono stati rubati ma le stime dichiarano che circa 3 miliardi di dollari sono stati immessi nell’economia tunisina.

Il disegno di legge, bloccata in parlamento per circa due anni, è stato proposto dal presidente della Tunisia, Beij Caid Essebsi, ex ufficiale durante il regime di Ben Ali.

Per alcuni critici, la legge è una “semplice” amnistia per i criminali, nonché un modo per riabilitare all’interno della società tunisina gli alleati di Ben Ali.

Il leader dell’opposizione del Fronte Popolare, Ammar Amroussia, che ha partecipato alle proteste, ha dichiarato che: “la legge è arrivata nelle strade come in ogni democrazia”. Inoltre ha aggiunto che anche se Essebsi vuole che la “legge corrotta” passi, i manifestanti hanno dimostrato il contrario.

La proposta di legge verrà rimandata a una sessione plenaria. Il presidente Essebsi ha difeso la legge dicendo che essa ha l’obiettivo di migliorare il clima di investimenti nel paese.

Ulteriori proteste sono avvenute nel mese scorso nel sud del paese contro la disoccupazione. Il Primo Ministro Youssef Chahed sta cercando di far passare in parlamento delle misure di austerità e riforme della spesa pubblica per rilanciare la crescita economica del paese. Dalla rivoluzione del 2011, in Tunisia sono state indette elezioni libere e una nuova costituzione. Tuttavia, il governo sta affrontando un aumento del discontento sociale a causa della crisi economica, infatti, secondo le stime ufficiali, la disoccupazione in Tunisia è al 15%.

Proteste in Tunisia. Fonte: Wikimedia Commons

Proteste in Tunisia. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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