Erdogan: l’incontro con Trump segnerà una nuova fase

Pubblicato il 14 maggio 2017 alle 6:42 in Medio Oriente Turchia

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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan spera che l’incontro con il leader americano, Donald Trump, previsto per il 16 e 17 maggio, segni l’inizio di nuovi legami tra la Turchia e gli USA e che Washington ritiri la decisione di armare i combattenti curdo-siriani.

Poco prima di partire per la Cina, dove parteciperà ad un forum internazionale, il 12 maggio, Erdogan ha riferito ai reporters: “Abbiamo notato che alcune informazioni pervenute dagli USA sono insufficienti, con il volere di Dio, la mia visita darà inizio ad una nuova fase”. Oltre ad incontrare Trump, nel corso dei due giorni negli Stati Uniti, Erdogan colloquierà anche con i rappresentanti della comunità ebraica e gli ufficiali delle principali compagnie americane. La settimana passata, una delegazione formata da alti ufficiali turchi ha svolto alcuni colloqui preparativi con le controparti americane in attesa dell’arrivo del leader turco, mentre il primo ministro della Turchia, Binali Yildirim, l’11 maggio, ha incontrato il segretario della difesa americano, James Mattis.

L’incontro tra Trump ed Erdogan avverrà a sei giorni di distanza dalla decisione degli USA di armare i militanti delle People’s Protection Units (YPG), braccio armato delle Syrian Democratic Forces, che combattono l’ISIS in Siria affianco delle forze della coalizione internazionale guidata da Washington. Ankara considera le YPG un’organizzazione terroristica come il Kurdistan Workers’ Party (PKK), mentre gli USA sostengono che siano un alleato chiave nella lotta contro i terroristi dello Stato Islamico.

Erdogan ha riferito di non aver attribuito troppo peso alla decisione americana, dal momento che “negli USA è in corso un processo di transizione, davanti al quale tutti dovrebbero essere più sensibili”. La transizione a cui si riferisce il leader turco è quella dell’insediamento della nuova amministrazione americana, in carica ufficialmente dal 20 gennaio. A suo avviso, l’ordine di armare i curdo-siriani è stato stabilito dalla precedente amministrazione Obama, la quale, nel dicembre 2014, aveva adottato una legislazione che prevedeva l’addestramento delle YPG.

Yildirim ha affermato che utilizzare un gruppo terroristico per combatterne un altro è una cosa indegna. “Abbiamo detto ripetutamente ai nostri alleati che i combattenti curdo-siriani sono terroristi”, ha spiegato il primo ministro turco. Tuttavia, gli USA hanno promesso di impegnarsi a difendere la Turchia da qualsiasi minaccia e di aumentare la cooperazione in vari campi per combattere il PKK. “Speriamo che la nuova amministrazione non commetta gli errori di quella vecchia sia sulla questione di Fethullah Ghulen, sia sulla questione delle alleanze per combattere l’ISIS”, ha spiegato Yildirim riferendosi al chierico turco accusato di aver architettato il fallito colpo di Stato del 15 luglio 2016, che vive in Pennsylvania. “Abbiamo preparato diversi documenti e informazioni, insisteremo fino alla fine”, ha affermato Erdogan, riferendo di sperare che gli USA non diventino una fabbrica di seguaci di Ghulen, dal momento che molti turchi accusati di essere legati al chierico sono fuggiti negli Stati Uniti e nei paesi europei.

Il Presidente della Turchia, Erdogan. Fonte: Wikimedia Commons.

Il Presidente della Turchia, Erdogan. Fonte: Wikimedia Commons.

di Redazione

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