Quattro peacekeepers sono stati uccisi nella Repubblica Centrafricana

Pubblicato il 11 maggio 2017 alle 6:30 in Africa Repubblica Centrafricana

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Quattro operatori umanitari sono stati trovati morti e uno è ancora disperso dopo l’attacco al convoglio dell’ONU, avvenuto lunedì 8 maggio nella Repubblica Centrafricana.

La missione MINUSCA delle Nazioni Unite ha dichiarato che il convoglio, che trasportava personale militare delle Nazioni Unite nonché polizia locale, è stato attaccato da un gruppo armato “anti-Balanka” vicino il villaggio Yogofongo, situato a est della capitale, Bangui, sul confine con la Repubblica Democratica del Congo.

Nella Repubblica Centrafricana è in corso un conflitto civile dal 2013 quando i ribelli della fazione Selenka, di religione musulmana, hanno preso il potere, scatenando rappresaglie da parte delle milizie di religione cristiana “anti-Balanka”.

La missione MINUSCA ha confermato tramite un comunicato stampa che i quattro peacekeepers mancanti, a seguito dell’attentato contro il convoglio dell’ONU, sono stati ritrovati senza vita. Subito dopo l’attacco, l’ONU ha mandato un elicottero e alcuni soldati sul posto per cercare i dispersi e per trasportare i feriti in ospedale. Otto operatori, di cui un cambogiano e sette marocchini, sono rimasti feriti durante l’attacco. Tuttavia anche otto attentatori della milizia anti-Balanka sono stati uccisi durante l’attacco armato.

Secondo il portavoce della missione MINUSCA, Herve Verhoosel, uccidere un peacekeeper dell’ONU è considerato un crimine di guerra.

Secondo l’ufficio ONU per il coordinamento degli affari umanitari, la Repubblica Centrafricana è uno dei paesi più pericolosi al mondo, che ha visto 33 attacchi contro gli operatori umanitari dall’inizio del 2017.

Sabato 6 maggio, circa quattro agenzie umanitarie internazionali hanno sospeso temporaneamente le operazioni nel nord del paese a causa degli attacchi sferrati dalle milizie presenti sul territorio contro gli operatori umanitari.

La missione ONU in Repubblica Centrafricana conta circa 13.000 soldati. Tuttavia i civili ritengono di non essere abbastanza protetti dalle dozzine di gruppi armati che sono attivi nel paese e che minacciano le loro vite.

Circa 425.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni a causa dello scoppio del conflitto nella Repubblica Centrafricana. Altre 465.000 persone si sono rifugiate nei paesi confinanti e circa 2.2 milioni, circa la metà della popolazione, necessita di aiuti umanitari.

Membri del gruppo armato "anti-Balaka". Fonte: Wikipedia

Membri del gruppo armato “anti-Balaka”. Fonte: Wikipedia

di Redazione

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