Assassinato ambientalista statunitense in Messico

Pubblicato il 11 maggio 2017 alle 15:45 in America Latina Messico

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Un ambientalista di origine statunitense è stato assassinato nello Stato messicano di Veracruz giovedì scorso 4 maggio. Secondo quanto riportato dalla Procura, il cadavere è stato rinvenuto con ferite d’arma da fuoco alla testa e segni di tortura su tutto il corpo. Il Governo ha correttamente identificato la vittima ma ha deciso, per il momento, di non diffondere ulteriori informazioni riguardo la sua identità, né tantomeno la sua nazionalità. Tuttavia, stando ad alcune testimonianze da parte di vicini ed impiegati dell’uomo pubblicate da AFP, la vittima si chiamerebbe Gordon Storm, un cittadino statunitense di 58 anni da sei anni residente nel paese.

Il corpo senza vita dell’uomo è stato rinvenuto lo scorso giovedì nella sua abitazione, nella città messicana di Teocelo, nel centro dello Stato di Veracruz. Il cadavere dell’attivista – al quale gli abitanti del posto erano solito riferirsi come El Gringo – è stato trovato da uno dei suoi collaboratori domestici all’interno dell’abitazione con “evidenti segni di tortura su tutto il corpo”. Gli assassini avrebbero inoltre rubato il veicolo dell’uomo, secondo quanto riportato da una persona vicina alla vittima che ha chiesto di mantenere l’anonimato, temendo ripercussioni visto il carattere di “esecuzione” dell’omicidio.

storm

Gordon Storm. Fonte: sinembargo.mx

Gli abitanti della cittadina di Teocelo raccontano che Storm si trovava in Messico in veste di ambientalista e difensore dei diritti umani, portava avanti campagne per sensibilizzare la comunità su diverse tematiche, come ad esempio il rispetto dell’ambiente o la difesa dei diritti umani, e realizzava vari lavori su base volontaria per la comunità.

Veracruz è uno Stato messicano flagellato da una grande ondata di violenza per mano del crimine organizzato. Durante il Governo di Javier Duarte (2010-2016), arrestato per corruzione e collusione con il crimine organizzato e attualmente in attesa di essere estradato in Guatemala, sono stati molti i casi di violenza analoghi, anche a danno di attivisti, con un bilancio di 17 omicidi noti. Il caso di Storm è il primo che affronta l’amministrazione del suo successore, Miguel Ángel Yunes.

 

Traduzione dallo spagnolo a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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