Moon Jae-in è il nuovo presidente della Corea del Sud

Pubblicato il 10 maggio 2017 alle 12:09 in Asia Corea del Sud

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Moon Jae-In, ex avvocato per i diritti umani di centro-sinistra, è il nuovo presidente della Corea del Sud dopo la vittoria alle elezioni di martedì 9 maggio.

Le elezioni presidenziali in Corea del Sud sono state anticipate a causa dello scandalo di corruzione che ha portato all’impeachment e al processo della precedente leader, Park Geun-hye. La necessità di una guida stabile a Seoul era divenuta ancora più impellente di fronte alle continue tensioni e minacce provenienti dalla Corea del Nord.

Gli elettori sudcoreani erano furiosi per la corruzione e l’abuso di potere che ha portato all’uscita di scena dell’ex presidente Park e frustrati per la mancanza di posti di lavoro e per una crescita nazionale in rallentamento. Per risanare la situazione hanno dato fiducia al candidato del Partito Democratico, Moon Jae-in, che sostiene un maggiore impegno per risolvere i problemi con la Corea del Nord. Con ancora 4,2 milioni di voti ancora da scrutinare, Moon Jae-in era in netto vantaggio con il 40,2% dei voti sul candidato conservatore Hong Jonn-pyo che ha totalizzato il 25,2% e sul centrista Ahn Cheol-Soo arrivato terzo con il 21,5% delle preferenze. Il 77,2% degli aventi diritto si è recato alle urne per il voto, segnando un record storico per le elezioni presidenziali sudcoreane.

Il risultato finale è stata la vittoria di Moon con il 41,08% dei voti, una “grande vittoria per un grande popolo” che vuole “create un paese di giustizia dove prevalgono le regole e il buon senso”, ha dichiarato il neo presidente davanti ai suoi sostenitori.

Moon Jae-in ha promesso di sanare le divisioni interne al paese generatesi con lo scandalo che ha coinvolto Park Geun-hye e ha affermato che sarà “il presidente di tutti i sudcoreani”.

Da Washington, l’alleato e il partner per la sicurezza più importante per Seoul, sono giunte le congratulazioni per la vittoria netta di Moon. “Siamo pronti a lavorare con il presidente eletto Moon per continuare a rafforzare l’alleanza tra gli Stati Uniti e la Repubblica di Corea e stringere ulteriormente l’amicizia e il partenariato che ci accumuna”, ha dichiarato il segretario per la stampa degli Stati Uniti, Sean Spicer. Un messaggio beneaugurante è giunto anche da Tokyo, nonostante i rapporti tesi degli ultimi mesi su questioni di sovranità territoriale e di memoria storica in merito allo sfruttamento sessuale da parte dei soldati giapponesi delle donne coreane durante la Seconda Guerra Mondiale. Shinzo Abe, il primo ministro del Giappone, ha auspicato cooperazione tra i due paesi vicini per garantire la pace e la prosperità regionale.

Il presidente della Cina, Xi Jinping, si è congratulato con Moon Jae-in per la vittoria e ha auspicato un miglioramento dei rapporti bilaterali e la risoluzione delle divergenze attraverso il dialogo pacifico. Si tratta di parole che giungono dopo diversi mesi di tensione tra i due paesi dovuta principalmente alla decisione di Seoul – presa dal presidente ad interim e primo ministro – di accelerare l’installazione dello scudo anti-missile statunitense noto come THAAD. La Cina si è fermamente opposta al sistema di difesa affermando che esso avrebbe peggiorato le tensioni con la Corea del Nord e minacciato la sua stessa sicurezza nazionale.

Moon Jae-in durante la campagna elettorale si è concentrato molto sul rilancio dell’economia e ha lasciato alla questione nordcoreana un ruolo marginale, ma il cambiamento al vertice di Seoul dopo dieci anni di governo conservatore può portare a dei cambiamenti significativi. Cambiamenti che possono mutare sensibilmente la politica estera della Corea del Sud e il suo approccio nei confronti tanto di Washington quanto di Pyongyang.

Il nuovo presidente ha affermato di voler cercare il ritorno al dialogo per allentare le tensioni e riaprire i negoziati con il Nord, per questo è stato accusato dagli oppositori di avere un approccio troppo morbido nei confronti di Pyongyang. Sembra anche che Moon auspici una maggiore indipendenza del suo paese dagli Stati Uniti che svolgono il ruolo di garante della sicurezza della Corea del Sud con più di 28 mila soldati stanziati sul terreno della penisola.

Moon Jae-in, sulla scia dell’apertura mostrata dal presidente Trump per un possibile incontro con Kim Jong-un, ha affermato che anch’egli sarebbe disposto a visitare Pyongyang e ha chiesto la ripresa di alcuni progetti comuni alle due parti della penisola.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Moon Jae-in, candidato del Partito Democratico è il nuovo presidente della Corea del Sud

Moon Jae-in, candidato del Partito Democratico è il nuovo presidente della Corea del Sud

di Redazione

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