Nicaragua: condannati i fanatici religiosi che bruciarono una donna sul rogo

Pubblicato il 7 maggio 2017 alle 6:40 in America Latina America centrale e Caraibi

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Juan Rocha, pastore della chiesa evangelica Visione Celestiale, e quattro membri della sua congregazione sono stati condannati a 36 anni per aver bruciato sul rogo la contadina Vilma Trujillo García lo scorso 26 febbraio.

Il Nicaragua. Fonte: Wikipedia

Il Nicaragua. Fonte: Wikipedia

Vilma Trujillo García era una contadina venticinquenne, madre di due figli. Fu arrestata lo scorso 15 febbraio e seviziata per sei giorni, processata come strega e infine bruciata sul rogo. Autori del delitto il pastore evangelico Juan Rocha e quattro membri della sua congregazione:  Pedro e Tomasa Rocha Romero, fratelli del pastore, Franklin Jarquín Hernández ed Esneyda Orozco Téllez.

Il Tribunale di Managua, presieduto da Alfredo Silva Chamorro, ha condannato i responsabili del rogo a 36 anni di carcere, 30 per omicidio e 6 per sequestro di persona. Fuori dal palazzo di giustizia era in corso una manifestazione contro la violenza di genere. Sono 15, dall’inizio dell’anno a fine aprile, le donne uccise nel paese centroamericano da partner o ex partner.

Il delitto ha suscitato un dibattito nel paese non solo sulla violenza di genere, ma anche sulla presenza dello stato nelle zone più remote del paese.

A El Cortazar, il villaggio dove si è consumato il supplizio di Vilma Trujillo sui monti della regione caraibica centrale, lo stato è assente. Non vi sono scuole, strutture sanitarie, forze di sicurezza o enti pubblici. La chiesa del pastore Rocha svolge tutte le funzioni pubbliche. Ha anche delle celle improvvisate, come quella dove è stata detenuta e torturata la vittima.

Non è un caso unico. Sono centinaia le comunità e i villaggi nelle zone interne del paese dove lo stato non arriva. Le campagne, dominate dalla Guardia Rural ai tempi della dittatura della famiglia Somoza (1934-79), e dalla Contra durante la guerra civile (1980-89), hanno vissuto un processo di graduale abbandono da parte delle autorità.

La vicepresidente Rosario Murillo, che è anche moglie del Presidente, ha condannato l’omicidio e promesso di combattere le situazioni di arretratezza. Le organizzazioni femministe, tuttavia, accusano il presidente Daniel Ortega di ricorrere alla “manipolazione religiosa” per ottenere il voto dei fedeli.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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