Sequestrato in Colombia un funzionario delle Nazioni Unite

Pubblicato il 6 maggio 2017 alle 6:20 in America Latina Colombia

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Un funzionario delle Nazioni Unite che lavorava in un programma di riconversione di coltivazioni illegali nel dipartimento di Guaviare, nel sud della Colombia, è stato sequestrato questo mercoledì 3 maggio in una zona abitata da alcuni gruppi dissidenti delle FARC. Lo ha confermato il ministro colombiano per il Post-conflitto, Rafael Pardo, il quale ha richiesto giovedì l’immediato rilascio del rappresentante dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della Droga e la prevenzione del Crimine (UNODC)

I fatti si sono verificati nel villaggio di Barranquillita, nel municipio di Miraflores, dove il funzionario lavorava come membro di una commissione che, secondo fonti ufficiali, “si riuniva con circa 400 contadini della zona per implementare il Programma Nazionale Integrale di Riconversione delle Coltivazioni Illecite”. “Il Governo nazionale condanna questo episodio che attenta al nostro progetto di riconversione volontaria delle coltivazioni illecite da parte di famiglie che si dedicano alla coltivazione di foglie di coca in diverse zone del paese, e all’integrità del funzionario dell’UNODC”, si legge in un comunicato ufficiale rilasciato dall’Esecutivo questo giovedì. Il presidente, Juan Manuel Santos, ha prontamente annunciato che una delegazione del Governo si sarebbe recata sul luogo del sequestro e ha assicurato che il rilascio del funzionario “avverrà in tempi brevi”.

Bandiera della Colombia. Fonte: co.noticias.com

Bandiera della Colombia. Fonte: co.noticias.com

Sia il presidente che il ministro Pardo hanno immediatamente puntato il dito contro i dissidenti delle FARC come responsabili del sequestro. Tuttavia, il ministro ha assicurato nel corso di una conferenza stampa che non si hanno ulteriori informazioni al riguardo. In merito a questi gruppi guerriglieri dissidenti che rifiutano il processo di pace ha commentato che “vivono della droga e vogliono vivere della droga”, ma ha tenuto a sottolineare che “il programma di riconversione delle coltivazioni è un programma previsto negli accordi di pace con le FARC, per cui le FARC oltre ad essere d’accordo con il programma, si stanno impegnando per attuarlo pienamente”.

Il sequestro si è verificato nel bel mezzo della visita in Colombia da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. In questi giorni, gli ambasciatori dei 15 paesi membri permanenti e non permanenti dell’organismo comproveranno l’andamento degli accordi di pace firmati nel 2016 tra il Governo di Santos e i gruppi di guerriglia armata delle FARC. In occasione della visita, il ministro per il Post-conflitto ha sottolineato la necessità di migliorare la sicurezza del paese. “È necessaria una maggiore coordinazione da parte nostra con le forze dell’ordine. Dobbiamo essere più coordinati, più sincronizzati”, ha affermato Pardo.

Si tratta della prima volta che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU viaggia al completo in America Latina. A seguito di una riunione con il capo dell’Esecutivo colombiano, l’uruguaiano Elbio Rosselli e il britannico Matthew Rycrift hanno espresso questo giovedì il loro appoggio nei confronti del cammino intrapreso da Santos, elogiandone la determinazione a voler terminare una volta per tutte il conflitto.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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