Myanmar e Vaticano instaurano le relazioni diplomatiche

Pubblicato il 6 maggio 2017 alle 7:41 in Asia Myanmar

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La Città del Vaticano e il Myanmar hanno instaurato le relazione diplomatiche il 4 maggio. Si tratta dell’ultimo passo della rintegrazione dello stato del Sud-Est Asiatico nella comunità internazionale.

Il Vaticano ha dichiarato che invierà un nunzio apostolico a Yangon e che il Myanmar aprirà un’ambasciata nella Città del Vaticano mettendo in atto formalmente un accordo già raggiunto tra i due paesi nel mese di marzo 2017.

L’instaurazione ufficiale delle relazioni diplomatiche è avvenuta in occasione dell’incontro tra la leader del Myanmar, Aung San Suu Kyi, e Papa Francesco. L’incontro è avvenuto sulla scia del tour europeo della leader asiatica che è stato offuscato dal problema della gestione dell’etnia minoritaria di fede islamica Rohingya da parte dell’esercito. Le forze armate del Myanmar sono accusate di aver condotto esecuzioni sommarie e violenze contro i civili Rohingya in seguito a un attacco alle stazioni di polizia di frontiera ad opera di alcuni guerriglieri appartenenti a quella etnia, lo scorso ottobre 2016. Il governo del Myanmar ha promesso indagini e i gruppi di osservazione sui diritti umani, nonché le Nazioni Unite attendono i provvedimenti e tengono sotto stretto controllo la situazione. La crisi umanitaria dei Rohingya ha dato vita a un flusso migratorio di persone che hanno tentato di attraversare il confine con il limitrofo Bangladesh.

Papa Francesco nel mese di febbraio aveva denunciato la situazione dei Rohingya – minoranza islamica in un paese a maggioranza buddista – sostenendo che vengono torturati e uccisi per via della loro fede.

Il premio Nobel per la pace, Aung San Suu Kyi non ha ancora intrapreso misure nette a condanna delle azioni dell’esercito.

Al Vaticano, Suu Kyi e la sua delegazione hanno avuto un incontro di venti minuti con il Papa, il leader dei 1,3 milioni di cattolici di tutto il mondo. La leader del Myanmar, prima di giungere dal Papa giovedì 4 aprile, ha incontrato il Ministro degli Esteri dell’Italia, Angelino Alfano e gli ufficiali dell’Unione Europea.

“L’Italia ha sostenuto fin dall’inizio la transizione democratica in Myanmar, il processo di riconciliazione nazionale e lo sviluppo del Paese” ha dichiarato Alfano, aggiungendo che “siamo consapevoli delle sfide che devono affrontare nel cammino, non ancora compiuto, verso una piena ed inclusiva democrazia.” Secondo quanto riportato dal Ministero degli Esteri italiano, Alfano e Suu Kyi hanno anche affrontato i temi relativi alla difficile situazione nello Stato birmano del Rakhine ed al processo di pace con i gruppi etnici.

A Bruxelles, Suu Kyi ha affermato nuovamente la sua opposizione alla decisione dell’Osservatorio sui Diritti Umani dell’Onu di mandare una missione investigativa indipendente in Myanmar per far luce sugli omicidi, le violenze sessuali e le torture ai danni dei Rohingya nello stato di Rakhine, di cui l’esercito è accusato.

Aung San Suu Kyi, la leader della Birmania

Aung San Suu Kyi, la leader del Myanmar

di Redazione

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