Astana 4: Iran, Russia e Turchia d’accordo sull’istituzione di safe zones in Siria

Pubblicato il 6 maggio 2017 alle 6:55 in Medio Oriente Siria

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In occasione dei colloqui di Astana, il 3 e il 4 maggio, la Russia, l’Iran e la Turchia hanno firmato un memorandum basato su un piano proposto dai russi sull’istituzione di safe zones in Siria, per favorire una tregua tra le parti coinvolte nel conflitto.

Secondo quanto riportato da fonti locali, la delegazione dell’opposizione siriana presente agli incontri si è dichiarata contraria all’iniziativa russa. Nel corso dei colloqui, un membro della delegazione dei ribelli siriani ha lasciato la stanza, imprecando contro l’Iran, alleato del regime siriano di Bassar al-Assad. Il ministro degli esteri kazako, Kairat Addrakhmanov, ha riferito che le altre parti che hanno partecipato all’incontro hanno rinnovato la volontà di istituire un cessate il fuoco, in modo da far sospendere le ostilità.

La proposta russa, nello specifico, chiede la creazione di zone cuscinetto, situate nei pressi dei territori sotto il controllo dei ribelli, a nord-ovest di Idlib, in diverse province di Homs, nel centro e nel sud del paese e nell’enclave di Ghoutha, vicino a Damasco, da cui promuovere la cessazione delle ostilità. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di far calmare nel più breve tempo possibile gli contri per permettere la fornitura di aiuti. Tuttavia, è poco chiara la spartizione del controllo dei territori tra i paesi firmatari. Sebbene il piano russo sia in linea con gli interessi dell’amministrazione Trump, dal momento che il 2 maggio, nel corso di un colloquio telefonico, il leader americano si è mostrato d’accordo con la proposta del presidente russo Vladimir Putin, è stato vietato ai jets della coalizione internazionale a guida USA di sorvolare le safe zones. Alezander Lavrentiev, inviato del Cremlino parte della delegazione russa ad Astana, ha spiegato che “per facilitare la cessazione delle ostilità, sarà vietato il sorvolo dei velivoli americani sulle safe zones siriane”. Tale divieto arriva a quasi un mese di distanza dall’offensiva lanciata da Trump contro la base siriana di Sharyat e potrebbe ostacolare potenziali operazioni degli USA in Siria in futuro.

Intanto, in Siria, le milizie delle People’s Protection Units (YPG) si sono scontrate con alcuni militanti dell’ISIS in seguito ad un attacco sferrato dai terroristi contro i giacimenti di gas dell’area di Al-Shaffafi, a nord-est del paese. Inoltre, il Syrian Observatory on Human Rights ha riferito che, due giorni fa, un ragazzo di 13 anni è stato ucciso dal fuoco della coalizione internazionale guidata dagli USA e appoggiata dalle Syrian Democratic Forces (SDF), durante un raid presso il villaggio di Haddadiyah, nella zona rurale di Shaddadi.

Astana, capitale del Kazakistan. Fonte: Flickr

Astana, capitale del Kazakistan. Fonte: Flickr

di Redazione

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