Perù: Kuczynski pronto a liberare Alberto Fujimori

Pubblicato il 5 maggio 2017 alle 10:23 in America Latina Perù

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Il Presidente del Perù, in presenza della figlia di Fujimori, Keiko, ha lodato l’operato del predecessore in occasione del sequestro di ostaggi nell’ambasciata giapponese di Lima ed ha aperto alla possibilità di concedergli il perdono presidenziale.

Alberto Fujimori, presidente del Perù dal 1990 al 2000. Fonte: peru.org

Alberto Fujimori, presidente del Perù dal 1990 al 2000. Fonte: peru.org

È ora di voltare pagina – con queste parole Pedro Pablo Kuczynski, presidente del Perù, ha aperto alla possibilità di liberare Alberto Fujimori. Kuczynski ha colto di sorpresa il partito dell’ex dittatore, Fuerza Popular, che lo scorso dicembre si era visto respingere una richiesta d’indulto per vizi di forma.

Il Presidente ha preso la parola in occasione di una cerimonia di commemorazione per i caduti dell’operazione Chavín de Huantar, che liberò l’ambasciata del Giappone da un commando del gruppo sovversivo Túpac Amaru nel 1997. Kuczynski, alla presenza di Keiko Fujimori, figlia ed erede politica dell’ex presidente, ha dichiarato che nell’occasione Fujimori si era condotto “in maniera egregia”.

Dal suo account twitter Alberto Fujimori ha espresso apprezzamento per le parole del Presidente affermando che i peruviani devono unirsi per costruire assieme un’agenda comune.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Fernando Zavala ha definito “malevole insinuazioni” le dichiarazioni di politici e osservatori che intravedono nell’apertura di Kuczynski uno “scambio” con Fuerza Popular, che controlla il parlamento peruviano e può bloccare le leggi presentate dal governo.

Qlle elezioni del 10 aprile 2016. Fuerza Popular, guidata da Keiko Fujimori e dal fratello Kenji, ha ottenuto 73 dei 130 seggi del parlamento di Lima, dove sono appena 18 i congressisti di Peruanos por el Kambio, il partito del presidente Kuczynski. La stessa Keiko Fujimori fu sconfitta al ballottaggio dall’attuale presidente con appena 40.000 voti di scarto.

Alberto Fujimori fu eletto presidente del Perù nel 1990, sconfiggendo al ballottaggio lo scrittore Mario Vargas Llosa. Due anni dopo si rese protagonista di un autogolpe che soppresse molte libertà costituzionali. Nel corso del suo mandato, in nome della lotta ai terroristi di Sendero Luminoso e Túpac Amaru, poi sconfitti, furono commissionati omicidi, rapimenti, sterilizzazioni forzate, violenze e torture, per cui nel 2007 fu condannato all’ergastolo. Nel 2000, dinanzi ad una corruzione fuori controllo e a proteste sempre più violente, approfittando di un vertice in Brunei si autoesiliò in Giappone, paese d’origine dei suoi genitori, e si dimise via fax. Nel 2005, in occasione di un viaggio in Cile, fu arrestato ed estradato in Perù. Fujimori ha sempre respinto i delitti a lui addebitati.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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